Categorie
News Politica & Economia

Edilizia: Primi segnali di ripresa del mercato immobiliare

Il report sulla situazione del comparto dell’Edilizia a fine 2015 illustrato nel corso dell’ultimo Consiglio Direttivo di Anaepa-Confartigianato Edilizia esamina – utilizzando sessantacinque evidenze statistiche – le recenti dinamiche del settore. A novembre 2015 la fiducia delle imprese delle Costruzioni cresce del 17,1% negli ultimi dodici mesi, mentre la produzione del settore mostra, dopo 54 mesi, il ritorno alla crescita (+0,4% a settembre 2015), con livelli di output che però rimangono ancora inferiori del 29,1% rispetto a settembre 2011, periodo a cui risale lo scoppio della crisi del debito sovrano. Gli investimenti fissi lordi in costruzioni nei primi tre trimestri del 2015 segnano ancora un calo dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2014, con una rilevante attenuazione rispetto al trend rilevato nei tre anni precedenti.

Nel terzo trimestre 2015 le compravendite immobiliari registrano una crescita tendenziale del +8,8%, in miglioramento rispetto al 6,8% rilevato nel trimestre precedente. Persiste il calo dei prezzi delle nuove abitazioni che nel secondo trimestre 2015 diminuiscono del 2,0% rispetto allo stesso periodo del 2014. In calo (-3,5%) anche il prezzo delle abitazioni esistenti, anche se in rallentamento (era -4,1% nel primo trimestre 2015).

Ad ottobre 2015 i mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni tornano a crescere (+0,1%) dopo 35 mesi di continuo calo, in parallelo con la discesa di 56 punti base nell’ultimo anno dei tassi di interesse sui mutui alle famiglie (che arrivano al 2,06% a ottobre 2015).

Nel terzo trimestre del 2015 l’occupazione nelle Costruzioni cala del 2,3%, dopo aver interrotto nel trimestre precedente il calo continuo iniziato nel terzo trimestre 2010. Si evidenzia che a fronte del calo nazionale, l’occupazione del settore cresce in sette regioni (Calabria, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Liguria, Puglia, Campania e Sicilia) che contano 556.664 occupati, il 37,6% dell’occupazione del comparto, e che crescono complessivamente dell’8,1%.

Gli effetti positivi della politica monetaria espansiva si manifestano anche sul costo del credito per le imprese: ad ottobre 2015 il tasso d’interesse pagato dalle imprese in Italia è pari all’1,92%, chiudendo dopo 4 anni il gap con il tasso dell’Eurozona (1,87%).

Il report evidenzia il ritardo degli effetti della politica monetaria sulle quantità del credito erogato alle imprese: dall’avvio delle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine a settembre 2014 persiste il calo dei prestiti al totale delle imprese che a ottobre 2015 diminuiscono di 31,2 miliardi di euro, mentre quelli alle famiglie salgono di 23,6 miliardi. Nel dettaglio settoriale il credito erogato alle imprese delle Costruzioni a settembre 2015 registra un calo tendenziale dell’11,0%, più ampio rispetto a quanto registrato per il Manifatturiero (-2,6%) e i Servizi (-5,1%).

La Legge di Stabilità per il 2016 proroga la detrazione al 50% sulle spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie e al 65% sulle spese per gli interventi di riqualificazione energetica degli immobili. Gli incentivi sostengono la propensione delle famiglie ad effettuare migliorie delle abitazioni: al terzo trimestre 2015 la quota di consumatori intenzionata ad effettuare lavori di manutenzione straordinaria dell’abitazione sale al 10,8%, il valore maggiore rilevato nel terzo trimestre degli ultimi dieci anni. Sono potenzialmente interessate alla domanda incentivata 526.101imprese artigiane dell’Edilizia e Installazione di impianti, che pesano per il 61,5% delle imprese del comparto.

In relazione alla riduzione prevista delle aliquote Ires si osserva un’incidenza degli addetti delle imprese nell’artigianato delle Costruzioni nelle società a responsabilità limitata interessate dall’intervento pari al 14,6% degli addetti totali, con quote più elevate a Bolzano (24,8%), a Trento (18,4%) e nel Veneto (17,3%).

La cancellazione della Tasi sulla prima casa interviene su un segmento del settore immobiliare, quello delle abitazioni principali, che è meno sensibile all’impatto della tassazione rispetto a quello delle compravendite degli altri immobili residenziali. Inoltre viene valutato che un prelievo per Tasi all’1 per mille incide mediamente solo per lo 0,05% sul valore dell’immobile e il valore attuale delle annualità dell’imposta cancellata pesa solo per il 2,4% del valore di mercato dell’immobile. Il rapporto evidenzia che la Legge di stabilità in discussione in Parlamento non corregge la distorsione del prelievo fiscale generata dalla indeducibilità dell’IMU, che genera l’effetto perverso di una ‘tassa sulla tassa’ che incrementa dell’8,9% il prelievo fiscale locale di una micro impresa.

Infine il report dell’Ufficio Studi evidenzia il forte calo della domanda pubblica, con una spesa per investimenti fissi lordi che nella media 2014-2019 scende al 2,3% del Pil, oltre mezzo punto in meno del 2,9% medio del periodo 2000-2013. La Legge di stabilità non corregge il trend negativo degli investimenti pubblici, prevedendo un ulteriore taglio della spesa in conto capitale di 1.004 milioni di euro per il 2016, combinazione di una diminuzione di 1.685 milioni per le Amministrazioni centrali e un aumento di 681 milioni di euro per le Amministrazioni locali.

Tra il 2009 e il 2013 in Italia la spesa pubblica per beni e opere immobiliari è diminuita in media del 19,8%: i dati per regione sono disponibili nel report “La situazione del comparto dell’Edilizia a fine 2015″.

 

Maria Caserta

Di Maria Caserta

Laureata in Scienze della formazione primaria presso Università degli Studi della Basilicata, insegnante di scuola primaria, redattrice presso la testata PassalaParola.net, presidente dell'associazione MadeinMurgia.org by Comunicaetica, editore madeinmurgia.org, Event planner ed esperta in tutela dell'ambiente e agrifood. Project manager di diversi progetti regionali, locali e nazionali.