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“SPIRITO ALLEGRO” A TEATRO

Procede la stagione teatrale di prosa al teatro Mercadante di Altamura. Stavolta, il protagonista del palcoscenico è stato l’attore e doppiatore Leo Gullotta.

Lo spettacolo, intitolato “Spirito allegro”, è stato portato in scena Sabato 19 e Domenica 20 Dicembre 2015.

 

Fin da piccolo si è avvicinato al teatro, partendo da Catania. Ad oggi, dopo aver girato per molte città dove ritiene che l’arte sia maggiormente valorizzata?

Innanzitutto, bisogna dire che noi italiani possediamo dei tesori magnifici: adesso siamo ad Altamura, che è meravigliosa per la sia storia e la per sua rinascita culturale, che ha permesso un cambiamento per i cittadini. Il teatro, a prescindere dal testo portato in scena, serve a capire, a ragionare e a riflettere, a volte in maniera drammatica, altre in maniera leggera, ma sempre per comunicare qualcosa, sorridendo e mirando alla crescita. Ovunque, girando, vi è un pezzo della nostra personale storia.

 

Tra le sue varie professioni, c’è anche quella di scrittore. Cosa voleva comunicare con “Mille fili d’erba. Ovvero: come vivere felici anche su questa terra”.

Ho molto rispetto per chi scrive: quando me l’hanno chiesto, molte volte non ho accettato. Però, quella volta, l’ho fatto perché il testo in merito era una collana dove tutte le varie storie presenti, erano piccoli fascicoli dove i protagonisti spiegavano la loro professione e la loro materia di studio, così da trasmettere (soprattutto agli universitari) cosa fosse il teatro e il cinema. L’ho fatto in base alla mia esperienza, percorrendo la storia di un testo teatrale, cinematografico e quant’altro. Per cui, era una collana dove c’erano varie firme d’autore, tra cui Margherita Hack, in secondo luogo perché i proventi della vendita di questo libretto li ho dati tutti ad “Amnesty International”.

 

Lo spettacolo di questa sera, intitolato “Spirito Allegro”, la vedrà protagonista assieme alla sua compagnia. La commedia originaria di Coward fu molto criticata per il modo ironico in cui si trattava la morte.

Le critiche è giusto riceverle e accettarle, ma non quelle con i pregiudizi. Il Coward è uno dei più importanti autori inglesi. Nel 1940/41 c’era la guerra in Inghilterra e allora per smitizzare la morte, che la guerra arrecava, Coward scrisse questo testo. I pochi che scrivevano lo criticarono, perché vedevano in lui poco amor patrio, a differenza del pubblico che aveva necessità di esorcizzare e smitizzare qualcosa che lo intimoriva. Tutt’oggi è così: quale miglior modo c’è di sdrammatizzare la morte, se non trattandolo in un testo dai tratti eleganti, fatto di battute o quant’altro? “Spirito allegro” sta proprio per “fantasmino”: qui viene offerta la ricostruzione degli anni ’40, la moda dell’epoca e accade qualcosa che provoca situazioni molto divertenti.

Maria Bruno

Di Maria Bruno

Ha studiato presso Università degli Studi di Bari, redattrice presso la testata online PassalaParola.net, La Nuova Murgia e Fortis Murgia; responsabile della testata MadeinMurgia.org