Dopo i recenti avvenimenti che hanno portato alla morte di 5 donne e una bimba negli ospedali: Sant’Anna di Torino, Spedali civili di Brescia, di Bassano del Grappa e di San Bonifacio a Verona, il Ministro della salute Beatrice Lorenzin afferma: -Il nostro obiettivo è portare la mortalità per parto verso lo zero. Quando avviene un decesso dobbiamo essere certi che si sia trattato di un caso impossibile da prevedere e da gestire-.

Vediamo il tasso di mortalità in Italia:

Per l’Italia, il Gruppo Inter-agenzia per la Stima della Mortalità Materna (MMEIG) dell’ONU ha stimato un tasso pari a 4 decessi ogni 100 mila nati vivi, utilizzando i dati di registrazione di vita come base per la stima. I dati di registrazione vitale sono considerati di altissima qualità, ma anche questi sistemi non sono perfetti e possono sottostimare il fenomeno.

L’Italia, ha messo a punto un sistema di sorveglianza attiva della mortalità materna, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e finanziato dal Ministero della Salute che, monitora il fenomeno in 8 regioni (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania Puglia e Sicilia) che coprono il 73% dei nati nel Paese.

La mortalità materna, stimata dal sistema di sorveglianza, è pari a 10 decessi ogni 100mila nati vivi con una forte variabilità regionale compresa tra 5 morti in Toscana e 13 in Campania. Le stime confermano che l’Italia è tra i Paesi con la più bassa mortalità materna al mondo sovrapponibile a quella rilevata, attraverso analoghi sistemi di sorveglianza, nel Regno Unito e in Francia.

Nonostante l’Italia registri un contenuto numero di morti materne pari a circa 50 decessi annui, il Ministero della Salute ha ritenuto una priorità di salute pubblica dotarsi di un sistema di sorveglianza in grado di rilevare e valutare ogni morte materna attraverso indagini confidenziali, per identificare eventuali criticità assistenziali o organizzative suscettibili di miglioramento e per ridurre i decessi evitabili stimati pari al 50% nei Paesi socialmente avanzati. Per questo motivo il sistema, grazie al coordinamento dell’ISS, prevede anche la produzione di linee guida e raccomandazioni per la pratica clinica oltre ad attività di ricerca e aggiornamento continuo dei professionisti sanitari sulle principali cause di mortalità e grave morbosità materna evidenziate grazie alla sorveglianza attiva.

Le principali cause di morte materna da complicazione ostetrica diretta sono:

  • emorragie (52%)
  • disturbi ipertensivi (19%)
  • tromboembolismo (10%).

Mentre le principali cause di morti indirette sono rappresentate da:

  • disturbi cardiovascolari (36%)
  • disturbi cerebrovascolari (21%)
  • neoplasie (14%).

Questi risultati sono simili all’analisi globale pubblicata dall’OMS che ha trovato tra le principali cause di mortalità materna diretta: emorragie gravi (per lo più durante e dopo il parto) nel 27% dei casi, la pressione alta indotta dalla gravidanza per il 14%, e le infezioni per l’11%. Il suicidio è risultato responsabile del 12% del totale delle morti materne nella sorveglianza italiana e per questo motivo l’ISS ha promosso un progetto di ricerca – intervento sulla maternità e paternità fragile e sulla prevenzione del disagio perinatale.
In Italia sono state rilevate differenze di mortalità materna tra le regioni, tra immigrate e donne italiane, e in base al livello di istruzione.
In Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio e Sicilia il tasso di mortalità materna è due volte più elevato tra le donne con un basso livello di istruzione rispetto a quelle con un titolo di studio superiore.

 

Per approfondire leggi le Linee guida gravidanza fisiologica.

Maria Caserta

Di Maria Caserta

Laureata in Scienze della formazione primaria presso Università degli Studi della Basilicata, insegnante di scuola primaria, redattrice presso la testata PassalaParola.net, presidente dell'associazione MadeinMurgia.org by Comunicaetica, editore madeinmurgia.org, Event planner ed esperta in tutela dell'ambiente e agrifood. Project manager di diversi progetti regionali, locali e nazionali.