Il I° febbraio 1945 il diritto di voto in Italia viene esteso anche alle donne e il suffragio diventa effettivamente universale. L’atto che concretizza il diritto di voto fu il decreto legislativo luogotenenziale n.23 del governo Bonomi che vedeva riunite le forze antifasciste. Decisivo fu l’impegno in questa direzione dei nuovi partiti di massa che emergevano dalla fine della dittatura come i principali punti di riferimento popolare.

In un’Italia ancora divisa in due, con il Centro-Sud liberato e la Repubblica di Salò nel Nord occupato dai tedeschi, a Roma su richiesta di Alcide De Gasperi e Palmiro Togliatti, Umberto di Savoia firmò l’estensione. Fu solo un anno più tardi, però, che le donne ebbero la possibilità di essere anche elette, oltre che eleggere.

Il diritto al voto, l’ingresso con piena cittadinanza nella vita politica fu uno dei frutti di quel grande rivolgimento democratico che fu la Resistenza antifascista, la lotta per la liberazione del nostro paese dalla tirannide: il riconoscimento del contributo intelligente e appassionato che tante donne italiane dettero alla lotta contro il fascismo e la guerra.

L’annuncio della grande conquista da parte delle donne venne dato da un volantino dei Gruppi di difesa della donna che circolava clandestinamente: “Donne italiane, il governo dell’Italia libera ha riconosciuto in questi giorni il voto alle donne. …E’ un diritto che esse si sono conquistate partecipando a tutte le lotte popolari  contro tedeschi e fascisti, prendendo parte attiva nella lotta di liberazione nazionale”.

La prima occasione di voto furono le elezioni amministrative che si svolsero fra il marzo e l’aprile 1946 e subito dopo le elezioni politiche del 2 giugno 1946, in cui il voto delle donne fu fondamentale per il referendum istituzionale.

Il 1 febbraio 1945 dunque è una data da ricordare perché ha segnato una svolta epocale per il nostro Paese, ma c’è anche un altro motivo per cui tenere vivo il ricordo:  deve essere di esempio e fare da monito in una società in cui, ancora oggi, vi sono donne vittime di abusi e preconcetti. Se infatti, da una parte, la donna dei nostri giorni è forte e sicura di sè, dall’altra deve fare i conti con una disparità sociale e professionale tipica della mentalità maschile.

Pasqua Disabato

Di Pasqua Disabato

Laureata in Lettere e filosofia presso l'Università degli studi di Bari. Redattrice presso il giornale In città.