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FONDAZIONE MATERA2019, APERTA ALL’EUROPA

Trasparenza, attività realizzate nel 2015 e programma di lavoro del 2016 della Fondazione Matera-Basilicata2019. Sono i tre temi principali affrontati stamane nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Matera, nella sede di via San Rocco dell’Università degli studi della Basilicata.

In merito alla trasparenza è intervenuta la Presidente della Fondazione Matera-Basilicata2019, Aurelia Sole, che ha portato i saluti di tutto il cda: “Sul nostro sito internet – ha detto – è già possibile scaricare una serie di documenti riguardanti l’attività della Fondazione come i verbali dei consigli di amministrazione. Non è stato possibile farlo prima perché c’era bisogno dell’approvazione da parte degli organi competenti. Quindi nessun tentativo di nascondere qualcosa. Tutto il lavoro che facciamo è trasparente e lo diventerà sempre di più non appena avremo una struttura organizzativa più adeguata alle sfide che abbiamo davanti. Anche i bilanci, prima di pubblicarli, devono essere approvati dagli organi competenti. Entro il 30 giugno, pertanto, pubblicheremo il bilancio 2015. Sul sito pubblicato anche il primo report post designazione giuria per comprendere cosa ci chiede fare la Commissione europea”.

La presidente della Fondazione, Aurelia Sole, ha sottolineato la “sintonia fra tutti le istituzioni coinvolte in questo esaltante cammino. Nel prossimo cda approveremo l’ingresso di nuovi soci e entro il 30 giugno produrremo tutta la documentazione contabile per consegnarla agli organi competenti e per pubblicarla sul sito. E’ evidente che scontiamo dei ritardi dovuti sostanzialmente alla modifica dello statuto, anch’esso pubblicato sul sito di Matera2019, ma ora abbiamo ripreso a camminare approvando il progetto dell’Open Design school, e nel prossimo cda approveremo la parte relativa al build up, alla formazione delle competenze. Ovviamente l’Università sta svolgendo appieno il suo ruolo mettendo in campo progetti di livello internazionale sul sentiero di Matera2019 come, ad esempio, la convenzione con l’Istituto di restauro, o la nascita della recente cattedra Unesco”.

Rossella Tarantino si è soffermata sulle prossime tappe della Fondazione. “Così come previsto dal dossier di candidatura abbiamo davanti a noi tre biennalità: 2015-2016 costruzione delle competenze; 2017-2018 co-produzione e preparazione del programma culturale; 2019-2020 produzione, presentazione e consolidamento dei progetti. Abbiamo chiuso la progettazione del build up che verrà costruito sui bisogni dei soggetti culturali del territorio per metterli in grado di operare al meglio nella costruzione delle azioni del dossier”.

Il percorso di capacity bulding prevede azioni di: investimento nel futuro e sulle persone; non consumi, ma coproduzioni culturali; una squadra di persone che a vario titolo lavoreranno sui progetti del dossier; un forte coinvolgimento dei pubblici (cittadini culturali); promozione di questo approccio presso varie istituzioni ed organizzazioni non solo culturali; dialogo e cooperazioni con esperienze europee e nazionali.

“Tre sono le azioni in programma nei prossimi mesi. Il primo si chiama “Rimettiamoci in gioco” e prevede un primo ciclo di incontri, da giugno a dicembre 2016) rivolti ad un pubblico ampio su vari temi (es: politiche dell’accesso alla cultura; turismo e contenuti culturali; nell’era digitale quali nuovi mercati). In programma anche 2-3 giornate di laboratori con casi studio specifici. Il programma verrà realizzato su scala regionale nelle sedi Unibas e di Visioni urbane.

Il secondo si chiama “Matera links”. A settembre si selezioneranno 20-25 operatori culturali che esploreranno e sperimenteranno nuovi approcci per il coinvolgimento dei pubblici, creando legami tra: Cittadini temporanei e cittadini permanenti (patrimonio non bene di consumo di turisti); Centro e periferie; Nuovi mercati; Le istituzioni culturali ed il mondo di fuori; Circolazione (sud-sud/sud-Europa).

Il terzo si chiama “Matera changemakers”. A dicembre 2016 previsto l’avvio di un programma di seminari, laboratori e mobilità sul management culturale che sarà strettamente connesso anche allo sviluppo progetti del dossier.

Siamo – ha concluso Tarantino – la prima capitale europea della cultura che investirà sulle competenze”.

In relazione all’Open Design School il direttore della Fondazione, Paolo Verri ha reso noto che presto verrà pubblicato il bando per la selezione del responsabile scientifico. Insieme ad I-Dea, ODS è uno dei progetti chiave del programma culturale di Matera 2019. Sarà la prima scuola di design in Europa a fondarsi sui principi dell’Open Culture (condivisione della conoscenza). Riunirà designer, artisti, artigiani, sviluppatori web, diplomati, studenti, professionisti e accademici provenienti sia dal contesto locale che dall’Europa. Sarà in rete con altre organizzazioni già all’avanguardia nell’ambito dell’Open Design, quali la Eindhoven Design Academy (Eindhoven, NL) e altre ancora, per organizzare tirocini, scambi e simposi.

“La Master class dell’Ods lavorerà su due committenze, una del Comune e una della Fondazione stessa. Si tratta di mettere in campo progetti di trasformazione e rigenerazione urbana mettendo subito a disposizione i budget per la gestione”.

In parallelo “riprenderemo in mano i progetti del dossier e individueremo 4 o 5 progetti esecutivi. Nel frattempo il Mibact ci dirà come trasferire le risorse del decreto Franceschini alla Fondazione e stiamo provvedendo per avere nella squadra un funzionario amministrativo che seguirà tutta la parte finanziaria.

Intanto il 9 maggio, in occasione della festa dell’Europa, Il Polo museale della Basilicata, la Fondazione Matera-Basilicata 2019, Matera Hub e Liberascienza hanno organizzato, a Palazzo Lanfranchi, una grande iniziativa per riflettere su come raccontarci in Europa e come l’Europa deve raccontarci”.

fonte: basilicatanet

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