Francesca Mocavero, una giovane ragazza del Salento che con grande passione, determinazione e dedizione ha intrapreso la strada del successo, diventando un esempio per tutte quelle giovani donne che come lei, hanno la voglia di arrivare fino al punto più alto del loro sogno. Ha affiancato la sua famiglia nel portare in auge il nome della loro azienda, rendendola una delle più importanti realtà del commercio meridionale. “Mocavero Salumi” è sicuramente una sintesi perfetta di storia, tradizione ma anche e soprattutto innovazione. Dall’intervista seguente, è possibile riscontrare ciò che ha condotto Francesca e la sua famiglia a quella notorietà di cui oggi sono testimoni. Le sue risposte sono piene di insegnamenti, consigli e tante curiosità.

Lei è senza dubbio un esempio lampante di DONNA IN CARRIERA, che dal Sud è riuscita a superare i confini nazionali, arrivando all’estero grazie alla sua immancabile determinazione e professionalità. Qual è stato il punto di forza che le ha permesso di volare così in alto?

Il soffitto di vetro, quell’invisibile barriera che tiene le donne lontane dai vertici organizzativi, è spesso il risultato di sottili meccanismi di discriminazione e contemporanei processi di auto – esclusione. Il mio punto di forza è stato il mio carattere e la mia determinazione; amo il mio lavoro anche se i sacrifici sono tanti. L’appoggio della mia famiglia è stato fondamentale, ci sono state persone che hanno creduto in me e mi hanno sostenuto ogni giorno. Pian piano, giorno dopo giorno ho fatto piccoli passi senza pretendere di arrivare subito in alto e questo mi ha reso la Donna in Carriera che è riuscita a superare i confini nazionali. Se si riesce a non perdere mai la fiducia in se stessi puntando sul lavoro di squadra si può volare oltre quel soffitto di vetro. Bisogna emozionarsi per emozionare ed i miei prodotti sono la mia emozione che cerco di trasmettere in ogni persona che incontro.

Essendo una Startup donna, ha riscontrato delle difficoltà durante il suo percorso dei sei mesi? Se è si, quali sono state e soprattutto come le ha dovute affrontare?

Sicuramente passare da un percorso prettamente tecnico ad uno imprenditoriale ti mette di fronte alle difficoltà di relazionarti in maniera efficace con le persone, siano essi collaboratori, investitori o partner: ogni persona con la quale si interagisce ha aspettative diverse che vanno colte per tempo per poter ottenere il massimo. Tutto questo unito alla difficoltà oggettiva nel reperire fondi per procedere: le spese necessarie a sviluppare un prodotto fisico sono infatti notevoli. Io ho fatto tutto con le mie forze e con le mie risorse finanziarie senza chiedere niente a nessuno. Le banche all’inizio non ti danno credibilità. Infine, ho affrontato il tutto con l’appoggio di mio padre, grande maestro e tecnico; da lui ho ereditato la mia passione per il mio lavoro.

Il Sud ha molteplici eccellenze, e i vostri prodotti ne sono un esempio, ma secondo lei perché non sempre il Meridione riesce a battere quelle barriere territoriali, emergendo come dovrebbe?

Secondo me, per emergere si deve in primis credere in se stessi e in ciò che fai. I sacrifici che si affrontano sono tanti ed io sono arrivata a non dormire anche la notte per raggiungere gli obiettivi ( i miei migliori prodotti sono nati di notte). Inoltre, molto importanti, sono le sinergie con le altre aziende, si fa squadre e si cresce insieme. A volte nel Sud questo non succede, ognuno fa da se peccando di presunzione. Noi fin da subito abbiamo iniziato a stringere sinergie , da Donna Oleria ad Apollonio Vini (per citarne alcune) e questo ci ha permesso di crescere e fare conoscere i prodotti del Sud anche all’estero.

I vostri prodotti hanno una lavorazione differente rispetto a quelle degli altri prodotti sul mercato, può raccontarci quali sono?

I nostri prodotti profumano di storia e tradizione,e nascono da un processo produttivo esclusivamente e rigorosamente artigianale dopo un’attenta selezione delle materie prime. Uno dei nostri prodotti di punta è il Capocollo Ubriaco ( selezionato dall’Università Bocconi di Milano come prodotto innovativo). Il suo valore aggiunto è l’assenza di antiossidanti e conservanti chimici lasciando spazio solo a quelli naturali; in questo prodotto ho usato uno scarto agricolo “Vinacce di Negroamaro” completando l’intero ciclo produttivo rendendolo così un prodotto innovativo e sostenibile lasciando invariato il processo produttivo artigianale.

Per quanto riguarda le istituzioni, come è stato il vostro approccio con gli enti del settore?

Con gli Enti del mio Settore non ho mai avuto rapporti, in quanto non sono mai stata contattata. Ho collaborato con il Gal Valle della Cupa e da poco ho intrapreso rapporti con la Coldiretti Lecce.

Da donna imprenditrice, qual è il consiglio che si sente di dare ad altre giovani donne in cerca della propria indipendenza professionale?

Il consiglio che io do, è quello di mettersi in gioco e seguire le proprie passioni, creare un’attività imprenditoriale conciliando famiglia e lavoro. Le donne si devono riscoprire speciali con un talento che le fa sentire bene nell’esprimerlo. Avere delle idee originali, rivisitare in chiave femminile mestieri antichi, recupero di prodotti ormai scomparsi per l’uso intenso della tecnologia. Il rimanere fedeli alla propria natura paga di più, la forza deriva dalla passione con cui ci si dedica ad un progetto e che solo dopo aver trovato la giusta fonte di ispirazione per loro stesse, possono trasmetterla agli altri. Continuare ad essere determinate e testarde al fine di raggiungere gli obiettivi, di qualunque natura essi siano. Volere è Potere, e le Donne questo lo sanno.

Per concludere, qual è il prossimo obbiettivo che come azienda vorreste perseguire?

Stiamo testando un nuovo prodotto che uscirà a breve sul mercato. E’ una mia invenzione come il Capocollo Ubriaco ma non posso ancora svelarvi niente di più (per il momento). Posso solo dirvi che porterà molta allegria.