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Firmato accordo contro caporalato

Grazie al lavoro della Task force regionale di cui la Flai Cgil Basilicata fa parte e l’avvenuta sottoscrizione tra le parti dell’ Accordo quadro Basilicata attuativo del Protocollo sperimentale nazionale per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura, la lotta contro l’illegalità in difesa dei diritti dei braccianti agricoli in Basilicata sta facendo un grande passo in avanti.

E’ quanto affermano il coordinatore regionale Flai Cgil Basilicata Vincenzo Esposito e il segretario generale Flai Cgil Basilicata Giuseppe Burdi.

Il protocollo – continuano – prevede delle misure importanti in termini di accoglienza, assistenza sanitaria, trasporti, politiche di integrazione attive, reclutamento delle forze lavoro, controlli e risorse finanziarie attraverso le quali, se recepite e applicate, si metterà la parola fine a situazioni limite come quella di Boreano, in questi giorni oggetto di un’azione delle forze dell’ordine per lo sgombero.

Rispetto allo sgombero di Boreano, a Venosa (Pz), commentano: “E’ solo con il ripristino della legalità che si sconfigge il caporalato. La strada da intraprendere è quella disegnata dalla Task force regionale e dal protocollo. Boreano ghetto esiste perché esistono i caporali che decidono sulla vite dei braccianti: dove dormire, cosa mangiare, se lavorare o meno. Da loro dipendono l’uso dell’acqua potabile e le derrate alimentari. Sono i caporali che procurano i materiali per costruire le baracche fatiscenti in cui vivono i braccianti. E se ci sono i caporali ci sono imprenditori che li ingaggiano, a volte costretti, perché i centri per l’impiego e le agenzie interinali non riescono a dare risposte esaustive alla domanda di lavoro proveniente dall’agroalimentare e a quanti questa domanda sono in grado di soddisfarla, ovvero la manodopera straniera. Diventa quindi quasi un passaggio obbligatorio, dovuto a un vuoto istituzionale che va assolutamente colmato. E’ solo potenziando i servizi al lavoro – affermano- che possiamo arginare il problema, primo passo per riportare la legalità. Ed è in questa direzione che va il protocollo, che vede la Basilicata la prima delle 5 regioni coinvolte (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia) firmare il protocollo che mette insieme i Ministeri degli affari sociali, dell’interno e dell’agricoltura”.

Con il protocollo – in una prima fase di sperimentazione solo per la provincia di Potenza – la Regione si impegna a verificare la possibilità di utilizzo di aree o immobili di proprietà pubblica da destinare all’accoglienza dei lavoratori immigrati e, previa indicazione delle risorse economiche messe a disposizione dai Ministeri firmatari del protocollo nazionale, si impegna ad allestire apposite strutture, in provincia di Potenza e di Matera, per garantire l’ospitalità dei lavoratori stagionali migranti e per il superamento e il definitivo smantellamento degli insediamenti abusivi. Le struttura di ospitalità da allestire nella provincia di Potenza potranno contenere fino a 500 persone, quella in Provincia di Matera fino a 100. Per quanto riguarda l’aspetto sanitario, la Regione Basilicata in collaborazione con le aziende sanitarie locali, si impegna ad attivare in ciascuna struttura di ospitalità un presidio medico-sanitario al fine di assicurare interventi di prevenzione e di primo soccorso. Altro aspetto importante, è l’apertura di uno sportello dei centri per l’impiego nelle strutture di accoglienza e, in collaborazione con le società dei traporti locali, l’istituzione di servizi di trasporto gratuito per i lavoratori agricoli stagionali, previa dimostrazione del contratto di lavoro.
I Ministeri firmatari del Protocollo nazionale si impegnano a finanziare anche con proprie risorse ordinarie gli interventi urgenti ed immediati per la realizzazione delle strutture di ospitalità nelle province di Potenza e Matera, nella misura di almeno 2 milioni di euro. La Regione Basilicata si impegna a finanziare con proprie risorse e per un importo massimo di 300 mila i costi di gestione delle strutture di ospitalità per i lavoratori migranti stagiona, i costi relativi alle attività di assistenza sanitaria nelle strutture di ospitalità, i costi relativi alla campagna di informazione sui diritti dei migranti in ambito lavorativo, l’erogazione di contributi per promuovere progetti che con la partecipazione dei comuni, delle società di trasporti locali, delle associazioni di volontariato e di cittadinanza attiva, prevedano la erogazione del servizio di trasporto a favore dei lavoratori agricoli stagionali, l’erogazione di contributi per le aziende agricole aderenti alla rete del lavoro agricolo di qualità, che si dotino di proprie strutture di accoglienza e forniscano servizi essenziali, gratuitamente, ai lavoratori occupati.

Rispetto ai punti sopraindicati, sono state accolte e recepite alcune integrazioni proposte dalla Flai Cgil di Basilicata quali gli incentivi anche per gli imprenditori che si rivolgono alle liste di attesa per il reclutamento della manodopera, il punto di incontro tra domanda e offerta di lavoro direttamente nei centri di accoglienza dove, attraverso lo sportello del centro per l’impiego, sia possibile effettuare direttamente in loco le assunzioni. Ancora, la possibilità di prevedere un’ambulanza a disposizione nei campi di lavoro, il noleggio gratuito delle biciclette nei centri di accoglienza, l’estensione dei controlli ispettivi anche nel pomeriggio per capire l’effettiva durata delle ore di lavoro, incontri periodici per verificare l’andamento del programma. Fondamentale, infine, il coinvolgimento al tavolo tecnico delle associazioni di categorie del settore agricolo.

Fonte: Basilicatanet

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