Paolo De Vizzi, 42enne di Manduria, è riuscito a stabilire il nuovo record mondiale di permanenza in immersione subacquea con erogatore, rimanendo in immersione 51 ore e 56 minuti. L’atleta, rimasto disabile a 22 anni in seguito ad un incidente stradale, si è immerso alle ore 19.00 dell’8 settembre scorso ad una profondità di dieci metri, in uno specchio d’acqua antistante il porticciolo della piccola marina di Nardò (Santa Caterina), riemergendo dopo oltre due giorni. De Vizzi ha così superato di 33′ il record stabilito lo scorso anno da un medico iperbarico egiziano a Sharm el Sheik con 51 ore e 23′.

Paolo, cosa ti ha spinto a compiere questa impresa?

Non è la prima volta che compio un’impresa del genere, questo è il mio quinto record mondiale. L’ho fatto prima di tutto per una soddisfazione personale, mettendomi in competizione con altre persone. Il mio record di 34 ore è stato battuto prima con un tempo di 50 ore e successivamente con 51 ore e 23’.  Mi sono allenato duramente per superare questi traguardi e ce l’ho fatta alla grande, senza aver nessun problema. Certo, com’è normale che sia, ho avuto qualche problema di ipotermia, perché c’è sempre dispersione calorica, ma ho indossato una muta stagna riscaldata che mi ha aiutato molto.

Come ti sei preparato?

Mi sono allenato restando giornate intere in acqua fredda a contatto con il mare. Durante questi allenamenti ho usato una muta umida, proprio per imparare a gestire l’ipotermia. Ho cominciato con il restare in immersione un’ora, fino ad arrivare a 25 ore consecutive, sempre con una muta umida. Tutto questo per saper gestire il freddo nel giorno del record, perché, è vero che sapevo che avrei indossato una muta stagna riscaldata, ma sapevo anche che prima o poi il freddo l’avrei sentito.

Chi ti ha aiutato durante le 51 ore e 56 minuti?

Ho avuto 70 assistenti subacquei, uno psicologo e medici iperbarici. C’era anche il DAN (Divers Alert Network), con una equipe di medici ricercatori subacquei, i quali hanno fatto controlli medici e prelievi per portare avanti le loro ricerche medico-scientifiche soprattutto sulla sicurezza dell’immersione.

Hai avuto delle difficoltà?

Verso la trentesima ora ho cominciato ad avvertire i primi sintomi di ipotermia, però poi mi sono riscaldato con bevande calde, cioccolata calda, camomilla e non solo… infatti i miei assistenti hanno inserito una sacca di acqua calda nel cappuccio della muta ed è andata molto meglio! Ho assunto anche integratori, sostitutivi di cibo, e ho “mangiato” da sacche dotate di tubicini.

Qual è il messaggio che vuoi lanciare con il tuo nuovo record mondiale?

Dimostrare che nella vita nulla è impossibile, basta volerlo! Non bisogna avere limiti, le barriere non esistono.

Hai intenzione di ripetere l’impresa?

Se battono il mio record sicuramente sì!

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Pasqua Disabato

Di Pasqua Disabato

Laureata in Lettere e filosofia presso l'Università degli studi di Bari. Redattrice presso il giornale In città.