Categorie
La donna del Sud News Rubriche

“Amelia Sgobba” – Siamo infinito

 

Avere difronte un’artista come Amelia, ti riempie di emozione. I suoi occhi raccontano, mentre la voce risuona nella stanza avvolgendo i corpi e facendoti sentire familiare ogni cosa.

All’improvviso ti sembra di conoscerla da sempre e che la sua vita ti appartiene, appartiene a ogni individuo che sia toccato dall’amore, dal dolore, dalla gioia, della volontà di andare avanti, di proseguire il proprio destino nonostante tutto.

Alla domanda: «Quando hai iniziato a scrivere poesie?». Amelia risponde con un: «Da sempre». Dice che sin da piccola aveva l’abitudine di appuntare ogni pensiero, era il modo per esternarsi. Essendo una ragazzina molto timida, non amava raccontarsi con le sue coetanee e tanto meno con gli adulti, quindi tutto ciò che aveva da dire, lo scriveva. È così che è iniziato tutto. Amelia conserva ogni pensiero su agende, quaderni e fogli vari.

Diventata donna, incontra l’uomo della sua vita, suo marito, il quale la spinge a concretizzare i suoi pensieri in libri di poesia, ma Amelia non è convinta, non vorrebbe che tutto fosse fine a se stesso, si sentirebbe materialista e poi i suoi scritti, le poesie che non altro sono: le sue lacrime, il suo dolore, la sua gioia, la sua intimità sarebbero messi a nudo. Quello che ha dentro è solo suo e delle persone a lei care. Ma ecco la scintilla, ecco un motivo per pubblicare: aiutare i più deboli, lei frequenta la Chiesa Francescana e Padre Matteo viene mandato in missione in Venezuela. Una causa nobile sarebbe quella di aiutare Padre Matteo e come? Il ricavato della vendita dei libri devolverlo per la missione in Venezuela, che oltretutto è il paese natio di Amelia. Ed ecco “Frammenti di cuore” nel 2005 dedicato alla sua famiglia, alla mamma, al papà, al marito alle figlie.

«E come nasce il tuo secondo libro?» viene spontaneo chiederle, ma ciò che è meno scontato: è il motivo che Amelia rivela. Le sue parole vibrano nell’aria, mentre racconta, i ricordi la invadono, non riesci a staccarti dai suoi occhi, “Abbraccio d’Amore” è stato pubblicato nel 2008, dedicato ai medici che le hanno dato una seconda possibilità di vivere. Un intervento inaspettato, urgente, per caso scoperto il male, così poco tempo per pensare, poco tempo per abbracciare. Amelia continua a chiedersi: «Un caso? O forse qualcuno da lassù ci teneva a lei?», e mentre l’ascolti, ti rendi conto di quanto sia necessaria la sua presenza “qui”.

Ma anche “Abbraccio d’Amore” ha un fine. In quel periodo Padre Mario, che sostituiva Padre Matteo, decide di istituire a Gravina la “Mensa della Carità”, quindi il ricavato della vendita dei libri sarà devoluto per sostenere questa impresa e anche, un’associazione che necessita di fondi per aiutare bambini pluriminorati, la “Lega del Filo d’oro” .

Nel 2012 Amelia partecipa a un concorso nazionale “I Poeti dell’Histonium”, raccoglie dieci poesie con un pensiero alle donne vittime di violenza, nasce “Nel Silenzio”, è prima classificata. Chiedi ancora di raccontare e lei continua che vorrebbe pubblicare solo e a fin di bene e allora pendi dalle sue labbra e chiedi: «E il tuo ultimo libro?».  “Fra polvere e Luce” viene al mondo nel 2015.

Ancora il corpo e l’anima aggredito dal nemico, le notti diventano lo spazio e il tempo necessario a riordinare, a raccogliere i pensieri, a trovare la soluzione per combattere e venirne fuori.

“Fra polvere e Luce” è uno splendido e straordinario lavoro in cui la notte ha fatto da padrona, dedicato alla sua famiglia, senza dimenticare la lirica promessa all’amico, volato via troppo presto, la prima del libro.

Anche questa volta devolverà il ricavato, con molta probabilità alla Lega del Filo d’oro, ma sul punto di farlo, si presenta un’altra meta. Amelia è invitata a un convegno per la cura oncologica, si parla di un protocollo d’intesa, tra un’associazione e l’ospedale, per l’apertura di “Una stanza per un sorriso”. Amelia ha un altro motivo per pubblicare, pur non dimenticando la Lega del Filo d’oro, con il ricavato della vendita del libro compra sedici parrucche e dice: «Ciò che dono è cento volte maggiore di ciò che ricevo».

Il cammino di Amelia continua in “Una stanza per un sorriso”, dove si ritrova a combattere ogni giorno non solo per se stessa, ma anche per tutte le donne private del loro diritto di “essere”. Amelia sostiene, incoraggia, insegna il cammino della guarigione.

Le parole di Amelia ti fanno rendere conto della bellezza della famiglia, dell’amore, che diventano il tutto, la ragione di esistere.

Amelia poetessa guerriera, che attraverso le notti della vita, si apre alla luce della speranza nella fede e nell’amore, un amore troppo grande che l’aiuta a venire fuori dalla profondità più remota, chiama le sue figlie e suo marito: “Il profumo della vita”.

Amelia ha partecipato a vari concorsi ottenendo sempre ottimi riconoscimenti, ha scritto in varie riviste letterarie e alcune liriche sono inserite in Agende Poetiche. Nel 2015 viene insignita del riconoscimento di “Poeta Accademico” dal Premio Nazionale Histonium e lo scorso settembre ha vinto anche l’ambito Premio Unico e Speciale per la regione Puglia, con il libro “Fra polvere e luce”.

Ma al di là dei meriti e delle premiazioni, ciò che contraddistingue Amelia è la sua volontà, la sua tenacia, il mettersi a disposizione degli altri, di tutti, la sua dedizione alla famiglia, alla vita.

Grazie Amelia.

????????????????????????????????????

Marta Loiudice

Di Marta Loiudice

Nata nel 1973, il giorno di Capodanno, nel tacco di questo stupendo stivale, esattamente ad Altamura. Lavora da più di vent’anni in un’azienda che produce mobili imbottiti e intanto nei ritagli di tempo prova a scrivere, tant’è che ha buttato giù un libro di circa trecento pagine (“Un uomo, una vita, una storia” ed. Bookbuilders), qualche racconto breve e un bel po’ di poesie (pubblicati in varie antologie). Collabora con “In citta”, un periodico di cultura, arte e tradizioni popolari e infine fa parte di una compagnia teatrale: “I Comunicattori”.