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Tumori: ricercatori dell’Università di Bari studiano una cura anticancro dagli scarti della birra

Un team di ricercatori dell’Università di Bari è al lavoro su un progetto che prevede di utilizzare uno scarto della produzione della birra per inibire la proliferazione delle cellule tumorali. Risultati che si sono meritati anche una pubblicazione sulla rivista Scientific reports-Nature.

Il gruppo di cui fa parte con la coordinatrice Tiziana Cocco, Danila De Vito e Luigi Santacroce ha cominciato a lavorare sulla birra cinque anni fa. E studiandone la produzione è riuscito nell’impresa. Anzi, la loro ricerca non solo ha prospettive per quanto riguarda i pazienti oncologici, ma è utile anche da un punto di vista della tutela dell’ambiente.

“Utilizziamo un materiale – spiega Salvatore Sacco – che i birrifici dovrebbero scartare, perché non si può immettere nell’ecosistema dato che ha un carico ambientale negativo. Prima di essere smaltito dovrebbe essere nuovamente trattato, ma con costi alti. Invece questo sottoprodotto, che viene rivalutato in laboratorio, si scopre fondamentale per la salute umana. Lo abbiamo testato su modelli biologici e il risultato è che ha effetto contro lo stress ossidativo, il quale è alla base dell’invecchiamento cellulare, e sulle mutazioni del dna che possono portare allo sviluppo dei tumori”.

“Vogliamo prima di tutto coinvolgere le imprese che producono birra – dice il team – per assicurarci quantità del prodotto. L’intenzione è poi quella di immetterlo nelle aziende farmaceutiche come sostanza nutraceutica”.

Il percorso è ancora molto lungo, ma le speranze e la voglia di vincere la battaglia contro le cellule tumorali sono tante.

Per concludere, il team ha espresso la volontà che “sia la Puglia a usufruirne per prima visto anche il suo substrato socioeconomico. Si potrebbe potenziare, in questo modo, e si potrebbero produrre i farmaci anche localmente”.

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