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La morte delle ninfee: parola allo scrittore.

L’intervista che vi proponiamo oggi è rivolta a Davide Mangione, artista gravinese. Di recente è stato pubblicato il suo libro, scopriamone di più…

1) Quali sono i contenuti del libro?

La teoria della decrescita, sviluppata da Serge Latouche, è una filosofia di critica all’ideologia del produttivismo e del consumismo e si pone l’obiettivo di evidenziare le fallacie del sistema capitalistico vigente proponendo un’alternativa concreta di sviluppo.
Mi sono avvicinato da poco alla teoria della decrescita e di certo non posso essere il maggior esponente di tale pensiero, però ne sono rimasto molto colpito e affascinato dalle tematiche da essa affrontate come la denuncia per il livellamento culturale che prevede la dominazione dello stereotipo occidentale e l’annientamento delle culture, quindi una crisi culturale e antropologica dove non riconoscendo più il diverso non si è nemmeno in grado di riconoscere se stesso.
Le radici dell’uomo sono state sradicate: la sua cultura, i suoi valori e lo stretto legame che lo univa alla terra sono stati rimossi per favorire la nuova cultura della crescita economica, un’ osservazione che ho condiviso pienamente dato le mie convinte rivendicazioni delle mie radici e della mia terra.
In questi ultimi anni dove la crisi economica si è fatta sentire sempre più ho analizzato e approfondito la teoria della decrescita cercando di iniziare ad adottarla come filosofia di vita.
Ho accolto la sfida posta dalla decrescita credendo realmente che c’è un’alternativa e una possibilità di cambiamento, ora azzarderei a chiamarla un’utopia, un luogo inesistente, radicalmente diverso da quello reale, ma un luogo possibile da attuare, una costruzione concreta e realizzabile verso un domani a cui le prossime generazioni andranno incontro.
Ho sintetizzato e interpretato i passi salienti della teoria in modo tale da sviluppare le quindici tavole create con l’uso della china, della grafite, dei pantoni, dell’acquerello, accompagnate da testi che esprimono una mia personale rielaborazione della teoria della decrescita.

2) Hai deciso di parlare di ninfee, perché ?

In alcuni articoli e libri Serge Latouche ricorda il «paradosso delle ninfee» di Albert Jacquard, genetista e scienziato francese, dove ci viene spiegato come le ninfee che normalmente si riproducono raddoppiandosi ogni giorno, rischiano in questo modo di coprire l’intero specchio acqueo dello stagno, impedendo la continuazione di ogni forma di vita al suo interno. La loro crescita dunque rischia di soffocare la vita.
Credo che come le ninfee, così dentro di noi, succubi della società che noi stessi abbiamo creato, stia soffocando lentamente il nostro “sentire” non solo verso il prossimo e il circostante ma anche verso noi stessi così indirizzandoci sempre più all’omologazione e alla perdita dei sentimenti, lasciandoci solo un vuoto da saziare da altro vuoto.
Per questo motivo questo libro edito “Il grillo editore” porta il nome “ La morte delle Ninfee”

intervista di : Antonietta Loviglio