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Intervista: Admo Gravina in Puglia, “non c’è maggior gratificazione della consapevolezza di aver salvato una vita”

Una giornata davvero importante quella in cui si è svolto il convegno “Una Finestra su Gravina – La Donazione del Midollo osseo” organizzato da “ADMO Gravina in Puglia”  e dall’ “Associazione Medica Gravinese” e tenutosi nella Struttura Polifunzionale a Gravina in Puglia, convegno che ha fatto chiarezza su temi importanti quali quello appunto della donazione del midollo osseo, e a cui hanno partecipato, tra i tanti, l’assessore comunale Claudia Stimola; il presidente del Consiglio Comunale, Maria Pina Digiesi; il dr. Francesco Agostinacchio ed il sindaco Alesio Valente.

In occasione di questo coinvolgente convegno, MadeinMurgia ha intervistato una preziosa testimonianza beneficiaria di un gesto di solidarietà.

Qui di seguito l’intervista:

1) Ciao Domenico, oggi hai 24 anni ma, all’età di 21 anni, la tua vita è decisamente cambiata, perché?

Esatto, la mia vita è cambiata radicalmente tre anni fa quando ho scoperto di avere la leucemia. Ero uno studente universitario come tanti, trasferito a Pavia per gli studi, e a Maggio 2014 dopo alcuni giorni di febbre bizzarra, sotto consiglio del mio medico di famiglia, ho deciso di fare delle analisi del sangue. I risultati sono stati chiari sin da subito: c’era qualcosa che non andava, avevo un tumore. Da lì è cominciata la mia lotta per la vita, tra alti e bassi, momenti di sconforto alternati a momenti di speranza, circondato dalla mia famiglia e gli affetti più cari, vicini e lontani, che non hanno mai smesso di mostrarmi il loro supporto e il loro affetto. Dopo vari cicli di chemioterapia e radioterapia purtroppo non andati come si sperava, a inizio 2015 i miei medici mi hanno comunicato che avrei dovuto affrontare un trapianto di midollo, l’ultima arma a disposizione.

2) Perché la donazione per te è stato un gesto d’amore ed un gesto che ti ha salvato la vita?

Senza troppi giri di parole, la donazione di midollo è stato il vero gesto che mi ha salvato la vita, l’unico motivo per cui io sono riuscito a tenere a bada questa brutta bestia e la ragione per cui sono qui oggi. Devo ringraziare mio fratello, con cui per fortuna condivido il 100% del patrimonio midollare, che non ha esitato neanche un momento quando gli hanno comunicato che sarebbe stato lui il prescelto a salvarmi la vita.
Affrontato questo ultimo ostacolo, sono iniziati dei mesi di riabilitazione, avevo perso 20kg in due mesi ed ero completamente privo di energie, non mi riconoscevo. Piano piano ho ricominciato a riprendere le forze, il mio nuovo midollo ha da subito iniziato a produrre le nuove cellule che in poco tempo hanno ripopolato il mio sangue, e con i giusti tempi ho ripreso in mano la mia vita. Oggi ho ripreso i miei studi, sono in ottima salute e conduco una vita pressoché simile a quella che conducevo un tempo. Non nascondo che questa battaglia abbia avuto delle conseguenze fisiche e un forte impatto psicologico su di me, ma mi ha anche insegnato tanto, e cerco di farne tesoro ogni giorno.

3) Perché è importante sensibilizzare la cittadinanza del tuo paese al tema delle donazioni?

Nonostante la sfortuna delle circostanze in cui mi trovavo, sono stato molto fortunato perché il mio donatore era una persona a me vicina. È un aspetto non di poco conto e da non sottovalutare dato che molte persone che come me affrontano questo percorso non sempre hanno questa possibilità. Spesso in alcune famiglie ci sono persone con molti fratelli e sorelle e nessuno di loro è abbastanza compatibile (a volte anche per niente) per essere un potenziale donatore. È questione di statistica. A quel punto si accede al registro dei donatori internazionale e si incrociano i dati relativi al midollo, una specie di “codice identificativo” che ognuno di noi possiede nel DNA, per trovare un “gemello”.
È fantastico perché una persona che ti è completamente sconosciuta diventa all’improvviso il tuo salvatore. Siamo tutti legati da un filo invisibile, e ognuno di noi possiede il potenziale di salvare una vita. Per questo motivo c’è bisogno di sempre più gente che si iscriva al registro, aggiungere piano piano sempre più tasselli e trovare potenziali donatori, ed è ciò che nel nostro piccolo con ADMO Gravina in Puglia, un’associazione fondata da mio padre Fedele Nacucchi qualche mese fa, abbiamo intenzione di fare: informare la cittadinanza, raggruppare volontari e far scoprire quanto sia bello aiutare gli altri, quanto regalare una vita e una speranza a chi in questo momento soffre e combatte tra la vita e la morte sia un gesto semplicissimo.

4) Qual è quindi il percorso da seguire per diventare donatore?
È molto semplice: basta recarsi al reparto trasfusionale dell’ ‘Ospedale della Murgia‘ (o di qualsiasi ospedale) e manifestare la volontà di iscriversi al registro. Bisogna avere tra i 18 ai 35 anni, rientrare in alcuni parametri (ad esempio essere in buona salute) e compilare un modulo. Dopodiché viene fatto un piccolo prelievo (chiamato tipizzazione) ed è fatta. Tutto qui, da quel momento si è ufficialmente iscritti al registro dei donatori di midollo fino all’età di 55 anni. ADMO Gravina in Puglia si sta adoperando per rendere più veloce e semplice questo processo e accompagnare il potenziale donatore (o chiunque sia semplicemente interessato) lungo le tappe di questo percorso, o semplicemente per essere un punto di riferimento per i tanti giovani e non che abbiano bisogno di informazioni.
Donare è fare un regalo agli altri ma anche a se stessi, perché non c’è maggior gratificazione della consapevolezza di aver salvato una vita.
Per maggiori info o per diventare donatore:
Facebook: https://www.facebook.com/ADMOgravinainpuglia/
cellulare: +39 3382960831
email: admogravina@admopuglia.it
Di seguito la fotogallery del convegno: