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PARTIAMO DA NOI ….DONNE

Partiamo da noi ….

Le donne sono stanche di subire, stanche degli sguardi, delle violenze che quotidianamente sono costrette a sopportare. Ormai ogni giorno ci sbattono in faccia, attraverso tv, giornali, notizie di abusi di ogni genere.
Iniziando dal lavoro non solo sottopagato, ma oltremodo sottovalutato, in quanto una donna deve lavorare il doppio del suo collega per essere considerata soltanto la metà.
Perché si deve essere offese, giudicate per il modo di vestirsi o di comportarsi?
Perché si deve essere criticate per una chiacchierata al bar, per una passeggiata?
Perché le donne devono sentirsi sempre addosso gli sguardi accusatori di retrogradi punti di vista?
Il peggio è quando dopo una subita violenza, che spesso non è solo fisica, ma invade la parte più intima di qualsiasi essere umano, la donna si nasconde, fin quasi a credersi e a rendersi colpevole lei stessa.
La donna quindi arriva a pensare che il suo uomo si sia comportato in una certa maniera, perché lei non è stata una “donna capace”. Allora cerchiamo il motivo che porta “l’essere donna”, a tali conclusioni.
Scrolliamoci di dosso colpe che non abbiamo, torniamo indietro nel tempo, partiamo dalla nonna dell’ultima nonna, da quella donna che si è occupata di figli, casa e lavoro, mentre suo marito era in guerra o a bere in una cantina. Partiamo da lì, dal suo sudore impastato a sangue, spogliamoci di ogni insicurezza e debolezza.
Le donne sono madri di donne cui devono insegnare l’indipendenza e a sentirsi alla pari del proprio fratello o del proprio collega.
Le donne sono madri di uomini cui devono insegnare l’amore e il rispetto di qualsiasi essere umano e che per essere ritenuto egli stesso tale, deve imparare a non seguire solo e soltanto il suo istinto; le madri devono insegnare ai loro figli maschi a non sentirsi superiori a nessuno, ma alla pari di tutti.
Accendiamo i riflettori, denunciamo le violenze. Le donne raggiungano la consapevolezza di essere individui capaci, a testa alta possano essere testimoni di lavoro e intelligenza e bandiera per ogni donna privata della propria libertà.

Marta Loiudice

Marta Loiudice

Di Marta Loiudice

Nata nel 1973, il giorno di Capodanno, nel tacco di questo stupendo stivale, esattamente ad Altamura. Lavora da più di vent’anni in un’azienda che produce mobili imbottiti e intanto nei ritagli di tempo prova a scrivere, tant’è che ha buttato giù un libro di circa trecento pagine (“Un uomo, una vita, una storia” ed. Bookbuilders), qualche racconto breve e un bel po’ di poesie (pubblicati in varie antologie). Collabora con “In citta”, un periodico di cultura, arte e tradizioni popolari e infine fa parte di una compagnia teatrale: “I Comunicattori”.