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intervista a Enzo De Tommaso: quando l’arte rappresenta la psiche

 

Oggi conosciamo un altro talento gravinese Enzo De Tommaso, a lui la parola…

Come nasce la passione per l’arte?

Il mio amore per l’arte nasce da piccolo, avendo avuto la fortuna di avere un padre con la passione per la pittura e che mi portava in giro alle diverse estemporanee a cui partecipava. Così ho iniziato anche io a dipingere e crescendo ho imparato che l’arte è forse il più antico dei linguaggi espressivi, e mi dava modo di acquisire delle capacità di comunicazione che nient’altro sembrava darmi. Quindi ho iniziato anche a fare teatro e non ho più smesso.

 

Quanto la murgia ha influito sulle tue opere?

Indubbiamente la Murgia ha avuto una grande influenza sulle mie opere perché l’artista non può prescindere dalla realtà che lo circonda, dal contesto fisico e sociale in cui cresce. Secondo me un buon artista deve essere prima di tutto un buon osservatore, solo così può trasformare la realtà oggettiva in qualcosa di più, aggiungendo quella soggettività unica che comunica il proprio messaggio o la propria emozione

Guardando le tue opere, pare che Klimt sia il tuo maestro, perché proprio lui?

Perché proprio Klimt, perché la prima volta che ho visto un suo quadro sono stato ricoperto dal calore della luce che emanava e mi sono subito innamorato della sua arte. Poi iniziando a studiare il suo credo artistico sono stato attratto non solo dalla bellezza esteriore delle sue opere ma anche dell’idea che si cela dentro: l’esplorazione dell’animo umano in contrasto con il materialismo, il messaggio dietro al simbolo.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Per il futuro ho in mente di realizzare una serie di dipinti che hanno come tema la psiche dell’uomo: uno spaccato della società moderna con le sue contraddizioni, le sue false certezze, le sue paure e ansie. È un progetto abbastanza impegnativo, spero di riuscire nell’intento.

 

di: Antonietta Loviglio