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MATERA: la Biblioteca Provinciale “T. Stigliani” e l’appello per salvarla

Il patrimonio librario della biblioteca comprende oltre 250.000 volumi, divisi in Fondo Antico (30.000 edizioni rare e di pregio, 1.000 cinquecentine, 95 incunaboli, 100 manoscritti e 40 pergamene), Fondo Moderno (130.000 pubblicazioni), Fondo Periodici, costituito da 1.000 testate, con una raccolta di oltre 70.000 volumi.

(Fonte MiBAC)

Patrimonio custodito nel cuore della città, in piazza Vittorio Veneto nella città dei Sassi e Capitale europea della Cultura 2019, Materain un palazzo storico; patrimonio istituito nel 1933 per volontà dell’avvocato Pasquale Dragone, il quale vendette all’amministrazione provinciale la propria biblioteca di famiglia. Documenti antichi, pergamene, e manoscritti fanno parte del patrimonio librario che la Biblioteca custodisce e che nei giorni di punta, conta più di trecento utenze. Si tratta soprattutto di giovani studenti universitari che non hanno una biblioteca nel loro Istituto Universitario e si rivolgono fiduciosi a quel punto di riferimento, lo stesso punto di riferimento di tutti i materani e non che hanno sensibilità per il sapere.

Da tempo però la Biblioteca Provinciale desta preoccupazione per la sua situazione e, soprattutto, per il suo non chiaro avvenire, oltre ad una decadenza strutturale incontra ostacoli da parte di chi vorrebbe snaturare la sua valenza di “contenitore culturale”.

Grave è stato anche il dimezzamento del personale della Biblioteca che ha creato un forte disagio all’utenza e disagio per chi ancora ci lavora.

Numerosi gli effetti negativi derivanti dalla mancata copertura finanziaria: per lunghi periodi non è stato possibile acquistare testi e riviste, spesso non viene garantito il riscaldamento degli ambienti, il personale operante nella struttura è in continua apprensione per il proprio futuro lavorativo; soltanto a Marzo prossimo (dopo due anni dalla emanazione della legge Delrio, legge 7/4/ 2014 n. 56 e della legge della Regione Basilicata 6/11/2015 n. 4 art. 3 comma 6) dovrebbe avvenire il trasferimento dello stesso personale e del patrimonio, salvo ulteriori ritardi.

Tutti questi problemi e disservizi si sono riversati sulla Comunità ed in particolare sugli studenti, su coloro che effettuano studi e ricerche e su tutti quelli che a vario titolo frequentano la biblioteca.

L’allarme sul pericolo che la Biblioteca “T. Stigliani” possa esser dimenticata, con il rischio di chiusura e mancanza di fondi, è stato lanciato nei mesi scorsi oltre che dal personale, anche da diverse associazioni, sia con la sottoscrizione di una petizione che con manifestazioni e iniziative di vario genere finalizzate alla difesa di un patrimonio culturale inestimabile, nel rispetto della sua storia e del suo immenso valore.  

Articolo a cura di Antonella Garofano.