NEL GIORNO DELL’AMORE …parliamo del … del BACIO
San Valentino nacque nel 176 d.C., fu vescovo a Terni ed è stato considerato il patrono degli innamorati poiché la leggenda narra che egli fu il primo religioso che celebrò l’unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana.
Si dice che un giorno San Valentino sentì litigare due giovani fidanzati, allora gli andò incontro con in mano una rosa che regalò loro, pregandoli di riconciliarsi. Qualche tempo dopo la coppia gli chiese la benedizione del loro matrimonio. Quando la storia si diffuse, molti decisero di andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese, il giorno dedicato alle benedizioni. Poi la data è stata ristretta solo a febbraio, perché in quel giorno del 273 San Valentino morì.
Ed è così che tutti gli innamorati per il giorno di San Valentino, rinnovano il loro “amore”, in genere è l’innamorato che porta in dono alla sua amata una rosa, il fiore dell’amore. Subito dopo il dono, arriva il momento più bello: “il bacio”.
La parola “bacio” deriva dal latino “basium” e consiste nel toccare qualcuno o qualcosa con le labbra.
Una parola comune ma ricca di misteri.
La manifestazione che il bacio esprime è diventato un vero e proprio studio in ogni tempo, nel senso stretto del suo significato è “universalmente condiviso”, in quanto espressione di riconoscimento, rispetto, affetto, amore, la più alta forma di complicità e comunione che l’uomo riserva al suo simile.
Quindi quale simbolo migliore per rappresentare l’amore, se non il “bacio”.

IL BACIO
Tenero a volte,
perché acerbi ancora gli occhi,
lungo e profondo,
vero specchio dell’ amore.
Solo e sempre goduto
se desiderato.
Il tempo l’ affina,
fino a renderlo
preliminare assoluto
dell’ atto sospeso,
che attraversa la vita,
respirando nel sogno.

Marta Loiudice

Di Marta Loiudice

Nata nel 1973, il giorno di Capodanno, nel tacco di questo stupendo stivale, esattamente ad Altamura. Lavora da più di vent’anni in un’azienda che produce mobili imbottiti e intanto nei ritagli di tempo prova a scrivere, tant’è che ha buttato giù un libro di circa trecento pagine (“Un uomo, una vita, una storia” ed. Bookbuilders), qualche racconto breve e un bel po’ di poesie (pubblicati in varie antologie). Collabora con “In citta”, un periodico di cultura, arte e tradizioni popolari e infine fa parte di una compagnia teatrale: “I Comunicattori”.