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Passione e progetti- TalentMurgia incontra Oronzo Lavermicocca.

Oggi TalentMurgia parla di Fotografia, presentandovi un vero e proprio Talento dell’obiettivo, riconosciuto al livello Nazionale.

Siamo in compagnia, infatti, di Oronzo Lavermicocca, Fotografo barese, che ci parlerà di sé, dei suoi passi e della sua passione.
Buona Lettura!

– Buongiorno! Come ha scoperto la passione per la fotografia, Sig. Lavermicocca?

– “La passione per la fotografia c’è sempre stata fin da piccolo, quando , a circa 5 anni, mi ritrovai in regalo una macchina fotografica a pellicola da 16 fotografie 4×4 con Roll Film 120.

Ricordo come oggi l’attesa di giorni e giorni per vedere realizzati in b/w scatti che agli occhi d’un bambino avevano il sapore di magia.
Col crescere la passione passò in secondo piano, seppur non mi sia mai separato dalla classica macchina fotografica con cui catturare gli attimi da ricordare.

Un aneddoto tra tutti è relativo a quando, età di 13 anni, tentai di fotografare Piazza dei Miracoli dalla sommità della Torre di Pisa: oltrepassai il cordone rosso che segnalava il pericolo di caduta e fui letteralmente salvato dal caro prof. che , strattonandomi verso zona sicura, urlò : ” Sei peggio d’un turista giapponese !!! “

Dopo il rullino, è subentrata l’era delle compatte, ma mai nulla di professionale.

E’ stato solo dopo tantissimi anni, circa nel 2010, che ho incominciato a coltivare la passione, con la mia prima reflex comprata quasi per gioco: la Sony alfa 200.

Così ho cominciato a seguire dei corsi base e, per gioco nel 2011, ho aperto la mi pagina Facebook dedicata ai miei scatti:

Oronzo Lavermicocca Photography.

Inizialmente pubblicavo quasi esclusivamente paesaggi e piatti prelibati, in particolar modo a base di crudo di mare ( di cui vado ghiotto).
Ad un certo punto ho avvertito l’esigenza d’andare oltre e quindi ho venduto la Sony per passare al mondo Canon con qualcosa di più professionale.
Son quindi arrivate le prime mostre collettive, anche se già il termine mostra mi mette prurito e sintomi d’allergia. Penso infatti che sia quasi una forma narcisistica e poco intima, quasi un’auto proclamazione del tuo operato.

Salvo rarissimi casi di fotografi/e che stimo e che conto sulle dita d’una mano, io intitolerei molte mostre con un bel ” Quelli che se la cantano e se la suonano “.
E’ anche per questo che non mi son più proposto in mostra dopo 4 o 5 partecipazioni collettive.

L’appetito vien mangiando e quindi, sperimentando, è arrivata, quasi per gioco, la passione per gli eventi live ed in particolar modo per i concerti.

E’ stato così che ho incominciato a macinare serate su serata a tal punto da essere riconosciuto come accreditato dai maggiori uffici stampa degli artisti, seppure non abbia una vera testata d’appoggio.

Questo è un qualcosa di cui vado molto orgoglioso e che mi riempie di gioia. Posso vantare negli ultimi 4 anni circa 200 eventi con accredito e almeno una decina di pubblicazioni sulla Gazzetta del Mezzogiorno, dove ho guadagnato un paio di volte la prima pagina dell’edizione nazionale.

Sono mie ad esempio le foto di Battiato caduto dal palco del Petruzzelli e della Ferilli premiata al Bifest, ma nella pagina degli spettacoli ho fatto finire la Mannoia, Mario Biondi, Cammariere, Imany, Bollani, Bosso, Notredame de Paris ed altri ancora.
Col passare del tempo la passione pulsava sempre più e cresceva dentro me, fino al punto da starmi troppo strette le foto sotto palco col mio inseparabile 70-200.

E’ così che mi son avvicinato al mondo dell’ottica fissa ed è stato il 35 mm ad aprirmi il cuore verso un mondo inesplorato e tanto affascinante, quello della street photography e della ritrattistica.

– Soggetti principali delle sue foto sono donne, come mai questa scelta?

I miei ultimi scatti stanno spesso raccontando personaggi femminili, proprio perchè adoro captare l’essenza e le frequenze provenienti dall’animo delle mie ” muse “.

Sono molto critico nei confronti dei miei scatti e raramente mi piacciono, ma, a quanto pare, quest’ultima vena sta trovando consensi, a tal punto da dover frenare le richieste di coloro che scelgono me per i loro ritratti.

Questo non significa, come potrebbe sembrare, che abbia deciso di fotografare solo fanciulle, visto che continuerò, in genere a fotografare la bellezza: che si tratti del sorriso d’un bambino, d’un paesaggio montano, d’un mare in burrasca o d’un cantante nel bel mezzo del suo concerto.

– Le sue foto raccontano storie diverse, qual è la sua preferita?

” Delle molteplici storie che i miei scatti possono raccontare, non c’è qualcuna a cui sia particolarmente legato, anche perchè penso che la storia più intrigante sia quella che ancora devo raccontare!

Quello scatto di cui un fotografo va perennemente in cerca, come un cavaliere errante.

– Quanto è importante, per lei e per i suoi scatti, l’ambiente murgiano?

” Come dicevo adoro molto i paesaggi e nella nostra terra ci sarebbe ancora tanto da fotografare, vista la vastità dei nostri meravigliosi paesaggi.

Ho avuto il piacere nel 2015 di partecipare ad un concorso fotografico e di sapere in esposizione all’Expo di Milano un mio scatto inerente i Sassi di Matera.

Ho ancora dedicato pochissimo spazio all’inestimabile tesoro dato dall’ambiente murgiano, ma mi riprometto di recuperare quanto prima, visto che tali bellezze non hanno nulla da invidiare ad altre località solo apparentemente più affascinanti.

– Quali sono i suoi progetti futuri, se ne ha?

” Non so in quale direzione fotografica mi porterà il futuro, ma certamente so che sarà un continuo sperimentare e cercare nuovi stimoli, nuovi battiti che abbiano il profumo d’un click.

Buona luce a tutti.

– Grazie dell’augurio e noi della redazione le auguriamo buona fortuna! Grazie ancora!

Scritto da: Salvatore Divincenzo

 

 

 

 

 

Salvatore Divincenzo

Di Salvatore Divincenzo

Laureando in Lettere con indirizzo "Cultura Teatrale", presso l'Università degli studi di Bari. Consegue la maturità al liceo scientifico "G. Tarantino", indirizzo tecnologico, con ottimi risultati.
Nel 2012 partecipa al convegno "Lingue e dialetti di Italia", presso la Fondazione Ettore Pomarici Santomasi, riconosciuto a livello nazionale.
Si diletta nella recitazione teatrale e nella scrittura.