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Il fico: alcune curiosità

Il fico, per la facilità della sua riproduzione, sembra sia stata la prima pianta coltivata dall’uomo, undicimila anni fa nella zona della Mezzaluna fertile.
Molto noto ai popoli dell’antichità, nell’Antico Testamento il fico, insieme con la vite, era simbolo di fertilità e vita gioiosa.
Ai tempi della Grecia classica i frutti di quest’albero venivano considerati “degni di nutrire oratori e filosofi”, Platone era ghiottissimo di quelli secchi, e se un bambino soffriva di balbuzie veniva portato sotto ad una fico per cercare di facilitargli la favella.
Frutti già considerati afrodisiaci dagli ellenici, usavano il termine “sykon” (fico) per indicare i genitali femminili, forse per la forma che assumono se spaccati in due.
Il fico era un albero sacro a Priapo, dio della fertilità greco e romano, in onore del quale sembra se ne consumassero i prodotti prima di un convivio amoroso. La medicina popolare vedeva nei tanti semi, circa seicento per frutto, un segno della sua attitudine a favorire la fecondità. A luna crescente le coppie sterili staccavano due foglie da un albero e le mettevano sotto ai rispettivi cuscini in quanto si credeva avessero il potere di rendere la donna fertile. Secondo Publio Ovidio Nasone, i fichi con il miele venivano offerti nella notte di capodanno come segno di augurio. I Romani pensavano che mangiare i fichi “aumentasse la forza dei giovani, migliorasse la salute dei vecchi e che addirittura avesse l’effetto di ridurre le rughe!ere di far arrivare dei figli. i fichi, inoltre, hanno anche numerosi benefici dovuti alla presenza della vitamina B e K. Grazie all’abbondante presenza di queste due vitamine, i fichi sono un eccellente alimento antiossidante. Non solo: sono ricchi di potassio, calcio e minerali quali magnesio e manganese.

Anche il lattice di foglie e rametti di fico è utile, infatti sono stati usati in passato, fin dai tempi di Omero, per far cagliare il latte nella produzione di formaggi artigianali.

Oggi il fico fa parte del panorama Mediterraneo, dalla Spagna alla Turchia. In Italia lo si trova soprattutto in Puglia, Campania e Calabria.