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LamaMusicFestival: i FrieDay sono giovani e talentuosi

Buona la prima a masseria Lamalunga dove i giovanissimi altamurani hanno stregato il pubblico

 

Forse siamo tutti abituati al mondo televisivo e dei social, quindi erroneamente si pensa che determinati talenti crescano sempre al trove: non è così!

Lo sanno bene gli spettatori presenti al “Centro visite Uomo di Altamura”, dove Domenica 16 Settembre si è tenuto il primo appuntamento della manifestazione musicale-artistica del LamaMusicFestival.

Masseria Lamalunga offre un colpo d’occhio davvero suggestivo: i colori del tramonto dipingono il paesaggio tipico murgiano, intanto la Luna crescente sale alle spalle della band posizionata sulla cisterna. Loro sono i FrieDay un gruppo musicale formato dal carismatico Luca Petronella ( 18 anni), Alessandra Cappiello (21 anni) alla voce, Giuseppe Volpe (17 anni) chitarra, Francesco Lorusso (18 anni) al basso e al cajon Filippo Casanova (14 anni).

Difronte alla zona del concerto c’è la postazione dell’artista Francesco Kuci, il ventitreenne è di origini albanesi, un ragazzo fuori dal comune con il cuore d’oro; egli ha il compito di traslare la musica suonata dai ragazzi su carta, tra l’astratto e il verosimile, incastonato nell’oblio della sua visione.

Tutto pronto quindi, si parte!

Il direttore artistico della rassegna spende due parole sul festival, che ha l’obbiettivo di fare da promotore dei talenti murgiani, c’è da dire che quest’ ultimi fanno davvero fatica a trovare spazio nel nostro contesto cittadino, sempre molto legato a vecchi clichè.

Ora è la musica a invadere la favolosa location, irradiata dalla luce del tramonto, infatti i giovani musicisti sono una grossa sorpresa sin dalle prime battute. Il repertorio è tutto suonato in acustico, il che non è assolutamente facile e solitamente è una forma che solo i musicisti più navigati scelgono di fare. Straordinari, ingegnosi e carichi di adrenalina come è giusto che sia! Gli spettatori sono rimasti a guardare la performance di quei raggazzi prodigio per tutta la durata del concerto, un’ attenzione particolare, inconsueta. I pezzi si susseguono e i FrieDay hanno in pugno la situazione grazie a Luca, la voce di Alessandra incanta, Giuseppe è un chitarrista dalle grandi capacità tecniche, Francesco il bassista crea autostrade piene di groove accompagnato dal ritmo del cajon percosso da Filippo, il più giovane di tutti. Il concerto è giunto al suo epilogo ormai, nell’aria dove è ubicata l’estemporanea troviamo Francesco Kuci intento a dare gli ultimi ritocchi al suo lavoro: il facino del bianco e nero da risalto ai tratti decisi e numerosi, infatti all’interno dei contorni troviamo figure più delineate; nella parte destra ci sono dei volti su un vestito, dove spuntano sotto delle gambe in movimento e all’apice non si trova una testa umana, piuttosto una specie di mascherone spaventoso che mostra la dentatura comunque umana, da un dente di quest’ultima parte un filo che collega alla parte opposta della tavola, dove troviamo degli spunti che ricordano un po’ i personaggi stravolti di Picasso.

Nel complesso la gente è rimasta davvero impressionata da questa formula artistica, invece per gli artisti è stata una bella vetrina dove finalmente hanno trovato il modo per poter emergere. Un’atmosfera davvero bella, dove ci si trova con gente di ogni età e si può conversare liberamente.

 

Articolo a cura di Michele Santarcangelo