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Da un capo all’altro, un viaggio nell’umano.

Vorrei proporvi una esperienza che mi ha emozionato tanto, un percorso interattivo: Da un capo all’altro. Eccovi alcune domande poste a una della curatrici della mostra… 

Ancora per pochi giorni sarà attiva la mostra da un capo all’altro, perché venire a vederla?

Non è la classica mostra che ci si aspetta. Si tratta di un percorso interattivo dinamico dedicato al viaggio condotto da speciali guide. Vi offriamo emozioni, conoscenza e consapevolezza dell’altro , riflessioni e tanto altro. Le nostre parole d’ordine della mostra sono BENVENUTO e APRIRE. Difficile dirvi altro. Capirete il perché solo partecipandovi.

Da chi è stata organizzata la mostra?
La mostra “Da un capo all’altro” è stata organizzata dall’’associazione culturale La luna al guinzaglio, attiva dal 2003 che ha inaugurato nel 2008 un’officina creativa dal nome Il Salone dei Rifiutati, presso la città di Potenza. Questa si occupa della traduzione di oggetti rotti, consumati o apparentemente inutili, in nuove dimensioni espressive.
Nasce da qui la collaborazione con la nostra Cooperativa, ovvero Cooperativa Sociale Questa Città di Gravina in Puglia.
Questa iniziativa nasce dall’esigenza degli operatori della Cooperativa stessa di effettuare un nuovo tentativo di integrazione sociale degli utenti delle strutture riabilitative della rete di Gravina in Puglia. La mostra vuole essere una importante occasione di integrazione e inclusione e rappresenta una opportunità di attività lavorativa in ambito culturale per i nostri utenti. Questi ultimi sono stati coinvolti in tutte le fasi del progetto, dalla pubblicazione alla cura dell’evento, oltre che come guide definite da noi speciali. Hanno preso parte, insieme agli operatori referenti del progetto, ad un precedente percorso di formazione.

La mostra sta avendo luogo presso le Officine Culturali “Centro Peppino Impastato” di Gravina in Puglia (BA) e sarà fruibile sino al 17 Ottobre dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 17 alle ore 21 (ultimo ingresso). La mostra prevede un contributo simbolico di 1 euro cadauno e necessita di prenotazioni di gruppo al num. 3279775641, contatto della referente di questo progetto. La mostra è fruibile da visitatori di età compresa tra 0 e 99 anni.


Come si sviluppa?
Da un capo all’altro è una mostra interattiva dedicata al viaggio in cui si gioca ad at – traversare arcipelaghi fatti di comodini, cassettiere ed armadi che custodiscono più di 300 abiti blu donati dalla comunità. Gli arcipelaghi – mobili da attraversare sono quattro ed ognuno è dedicato ad una fase del viaggio: da lontano, corpo a corpo con i luoghi, la risacca del ricordo, la comprensione. Per poter passare da un arcipelago all’altro bisogna aprire ante e cassetti e, leggendo le etichette che li accompagnano, interagire con gli abiti in essi custoditi, per vivere stupori, piccole meraviglie e accedere a micro mondo poetici che raccontano la bellezza dell’Altro e dell’Altrove.
Dopo aver attraversato ciascun arcipelago-mobile ed i suoi abiti-abitanti, i viaggiatori possono timbrare la propria carta di viaggio (fornita all’ingresso) nelle postazioni dei “timbri da stiro”. Il visitatore è invitato ad attraversare con i suoi sensi la “geografia” del vestito, osservandolo, infilando la mano in una tasca oppure aprendo una zip, sbottonando un bottone, guardando in un cappuccio… Per il tramite di queste azioni così familiari, quotidiane, quasi banali poiché acquisiste dalla nostra “abitudine” culturale, i singoli capi si attivano: attraverso luci, suoni, venti, illusioni ottiche, i capi raccontano il fascino, la paura, la voglia, lo stupore del viaggio, le emozioni e le sensazioni che tutti i corpi in transito hanno provato almeno una volta nella vita.
Arricchita ancora di più dall’app “dauncapoallaltro” che dà possibilità di accedere a dei contenuti speciali: tra geografia ed anatomia umana, sarà raccontato il modo in cui i corpi sono fatti, nell’andare ripetibile di ogni vita, un richiamo alle radici comuni da cui arriviamo.
La mostra “Da un Capo all’altro” è l’esito di un percorso che, partendo dai grandi temi del dossier di candidatura Matera 2019, ha voluto esplorare argomenti universali come il viaggio, ma anche difficili come quelli dell’immigrazione con grande delicatezza e fiducia. Al contempo, noi operatori della Cooperativa sociale Questa Città abbiamo voluto unire a ciò il delicato e profondo tema dello stigma sociale che colpisce i nostri ospiti.
Perché soffermarci a leggere le etichette senza aprire il “cassetto” dell’animo umano?

di: Antonietta Loviglio