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“ArchiMurgia: i Palazzi Antichi”: Palazzo Festagallo Pascarelli di Matera

PALAZZO FESTAGALLO PASCARELLI di Matera
Percorrendo l’elegante via del Corso e giungendo nei pressi di piazza San Francesco sono molti coloro che si fermano perché colpiti dalla visione della presenza di un palazzo dalle superfici chiare che riflettono la luce del sole. La sua presenza mastodontica e le sue fattezze che differiscono di molto con le architetture circostanti confermano la sua costruzione di molto successiva rispetto ai palazzi a cui si contrappone, primo tra tutti la settecentesca chiesa di San Francesco d’Assisi.
In effetti il palazzo in cui oggi ha sede la Banca Popolare del Materano fu costruito nei primissimi anni ’60 dall’architetto Plasmati; al suo posto era collocato il settecentesco palazzo Festagallo Pascarelli.
Quest’ultimo, di cui rimangono pochissime sbiadite fotografie, contava tre piani fuori terra: il piano terra adibito a botteghe, magazzini e negozi; il piano nobile, che contava sul prospetto principale cinque balconi arricchiti da volute, cimase, gattoni e linee di tardo barocco e l’ultimo piano costituito dalla successione di archi per la residenza della famiglia.
I Festagallo, che provenivano dalla vicina Laterza, avevano un’attiva bottega di conciapelle che permetteva loro una modesta vita in città. Giuseppe Festa, infatti, nella fine del 1700 ebbe la possibilità di continuare gli studi a Napoli, dove era iscritto alla facoltà di medicina e durante questi anni ebbe anche l’onore di essere guardia del corpo di Ferdinando I delle due Sicilie, discendente diretto del Re Sole.
Terminati gli studi divenne erede di molti beni dello zio don Giuseppe Gallo, per questo ritenne doveroso aggiungere al suo cognome “Festa” quello dello zio “Gallo”.
Abitò nella casa paterna che giunse in eredità a suo figlio Melchiorre, laureato in giurisprudenza, che ampliò il palazzo: arredò il grande salone con volta a botte e lo abbellì secondo le mode del tempo.
Nella seconda metà del 1800, poi, il palazzo fu acquistato da Lucantonio Pascarelli in occasione del matrimonio della figlia Maria Teresa, a cui donò gran parte dei vani, il resto ereditati dall’altro figlio Francesco che, non avendo discendenti diretti lo lasciò ai suoi nipoti.
Infine il palazzo fu venduto nel 1958 alla Banca Mutua Popolare di Matera: fu raso al suolo ed al suo posto costruito il palazzo che vediamo oggi.
Al suo interno, però, a testimonianza dei tempi che furono, sono state collocate le uniche opere rimaste, provenienti dal palazzo: due grandi tele, ad opera del più noto pittore materano del ‘700, Vitantonio Conversi. ‘’Trionfo di Venere’’ ed ‘’Ebbrezza di Bacco’’, le uniche opere profane del pittore giunte sino a noi.
Ebbrezza di Bacco di Vitantonio Conversi

Trionfo di Venere di Vitantonio Conversi
Articolo e foto a cura di Pierluigi Moliterni
Redazione

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