Da mesi orami la Xylella Fastidiosa sta causando una strage di ulivi in tutta la Puglia.

Gli ultimi dati emersi dimostrano che la Xyella sta avanzando verso nord ad una velocità di più di due chilometri al mese e le piante infette sono oltre 21 milioni.

Per una regione come la Puglia, dove gli alberi di ulivo definiscono il paesaggio tipico e dove si produce il più pregiato olio d’oliva, la Xylella è una calamità naturale che necessita di essere fermata.

Secondo il Dossier “Coraggio Salento” elaborato da Coldiretti e Unaprol, se l’epidemia non viene fermata nei prossimi cinque anni, potrebbe infettare l’intero Mezzogiorno.

La situazione è molto preoccupante per il futuro degli ulivi in Puglia e non solo, dunque, non sorprende che la notizia sia finita anche sulle pagine della stampa internazionale.

L’ americana “CBS”, il 10 Marzo, in un articolo pubblicato sul suo sito web intitola: “Un patogeno sta distruggendo gli ulivi italiani”, poi prosegue “Gli ulivi non sono solo parte del paesaggio della Puglia, ma lo definiscono”.

Come si legge nell’articolo, più di un terzo dell’olio d’oliva in America arriva dall’Italia e la Puglia produce il 40% dell’olio italiano, pertanto l’allarme Xylella potrebbe influenzare pesantemente l’esportazione di olio nostrano oltre oceano.

Anche il “Financial Times” analizza il problema della Xylella, soffermandosi su come il prezzo dell’olio abbia subito un’impennata dopo che la produzione nel 2018 è stata quasi la metà rispetto all’anno precedente.

Il Financial Times sottolinea anche come il problema della Xylella ha posto l’Italia in netto svantaggio rispetto alla Spagna, la cui produzione di olio è invece in crescita.

L’ Inglese “Guardian” intitola invece: “L’Italia vede una caduta del 57% nella raccolta delle olive come conseguenza dei cambiamenti climatici, afferma l’esperto”.

Il Professor Riccardo Valentini, direttore del centro Euro-Mediterraneo per i cambiamenti climatici, intervistato dal giornalista Arthur Neslen, ha sottolineato come le temperature molto fredde, anomale per le regioni del Sud Italia, hanno indebolito gli alberi di ulivo rendendoli più predisposti alle infestazioni di Xylella fastidiosa.

Infine, anche il “The Telegraph” parla di come inusuali gelate primaverili, estrema siccità estiva e alluvioni autunnali, hanno spianato la strada alla Xylella. Una situazione che, sottolinea l’autore, non solo ha portato alla perdita di centinaia di posti di lavoro, ma che rappresenta un pericolo anche per i consumatori, in quanto molti produttori potrebbero mischiare il loro olio “100% italiano”, con olio proveniente da altri paesi per adempiere alla scarsità della produzione locale.