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Conte inaugura Fiera del Levante: «Necessario superare il confine Nord-Sud»

Impegno a candidare Bari per G20

BARI – È il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a inaugurare per il secondo anno consecutivo la Fiera del Levante di Bari, giunta all’83esima edizione. La campionaria è in programma fino al 22 settembre.

«L’Italia resta un Paese di grande attrattività e di straordinaria eccellenza» e questo è «anche fonte di grande responsabilità per tutti i decisori politici, perché questo enorme potenziale può concretizzarsi soltanto se affrontiamo tutti i nodi e le difficoltà che frenano la crescita», ha affermato in apertura della Fiera del Levante il premier Giuseppe Conte, «Si tende spesso a sottolineare le criticità, i ritardi e le lacune del nostro sistema Paese rispetto ai partner europei e internazionali. Ma alcuni dati, che ci devono rendere orgogliosi, ci ricordano quanto sia elevato il potenziale del nostro sistema industriale. Siamo primi in Ue per numero di pmi manifatturiere: circa 387 mila, il doppio di Francia e Germania. La nostra vocazione all’export è tale da collocarci nella «top 5» mondiale dei Paesi con un surplus commerciale manifatturiero superiore ai 100 mld di dollari. Per il secondo anno abbiamo il primato nell’Ue per le misure fiscali a favore di investimenti in business digitali. Tra i comparti più dinamici c’è il design». Le aziende italiane sanno «specializzarsi in nicchie produttive e di far leva sull’attrattività del made in Italy».

«Il piano straordinario per il Sud, che vogliamo rendere strutturale, si svilupperà lungo quattro direttrici principali: lo sviluppo del capitale fisico, la valorizzazione del capitale umano, il potenziamento del capitale sociale e la cura del capitale naturale – ha continuato il premier – Aprire una nuova stagione di sviluppo sostenibile impone di cambiare paradigma, riconoscendo che Nord e Sud sono fortemente dipendenti l’uno dall’altro». Lo dice il premier Giuseppe Conte alla Fiera del Levante di Bari. “Il confine essenziale da superare oggi è quello della contrapposizione fra Nord e Sud, che non ha alcuna ragion d’essere né sul piano sociale, né sul piano economico. La grande stagione della crescita economica e sociale del Paese, ha visto l’azione sapiente – sottolinea il premier – di straordinari tessitori dell’interesse nazionale, che hanno compreso il valore dell’interdipendenza. È uno spirito che dobbiamo recuperare, riprendendo a tessere il filo comune dell’interesse nazionale»

«Europa, Mezzogiorno e ambiente sono opportunità essenziali da cogliere all’interno di una nuova stagione riformatrice che ho l’onere e l’onore di avviare come presidente del Consiglio. Non si tratta di questioni separate l’una dall’altra». Lo dice il premier Giuseppe Conte alla Fiera del Levante di Bari. «Le parole economia ed ecologia hanno una radice etimologica comune di origine greca, oikos appunto, che ci richiama al concetto di «casa comune». È proprio la cura di questa «casa comune» che ispira la nostra azione a beneficio del Paese. Cura della sua dimensione internazionale, con particolare riferimento alla casa comune europea, cura di ogni area del territorio nazionale, per livellare le disuguaglianze e garantire eque opportunità, cura dell’ambiente naturale di cui tutti noi facciamo parte e da cui traiamo tutte le risorse di cui abbiamo bisogno per vivere».

«L’attività istruttoria è ancora in corso ed è molto complessa ma prendo l’impegno a considerare con la massima attenzione la candidatura di Bari per il G20» che l’Italia ospiterà nel 2021. «Lo devo alla comunità pugliese di cui anche io faccio parte, che è sempre stata molto operosa. E lo devo ai suoi vertici, Emiliano e Decaro che hanno sempre dimostrato grande lealtà e correttezza istituzionale, grande senso di responsabilità». Lo annuncia il premier Giuseppe Conte alla Fiera del Levante di Bari.

Il governo avvierà al Sud “un’operazione di ampio respiro per colmare il gap infrastrutturale con il potenziamento della rete ferroviaria, sia per quanto riguarda l’alta velocità sia il trasporto pubblico locale». Lo dice il premier Giuseppe Conte alla Fiera del levante. Inoltre investirà «di più e meglio sulla filiera dell’istruzione, fino a una massima integrazione tra il sistema pubblico della ricerca e le esigenze imprenditoriali».

DECARO: IL DECORO DEL PAESE LO DOBBIAMO A MATTARELLA – «È accaduto spesso, in questa estate italiana confusa, aspra, tesissima, nella quale le regole della nostra convivenza civile sono state messe a rischio. Per questo, da rappresentante delle istituzioni ma ancora di più da semplice cittadino italiano, desidero ringraziare con tutto il cuore chi più di ogni altro ha aiutato il Paese a tenere dritta la barra del decoro istituzionale e del rispetto delle norme fissate nella nostra Costituzione: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella». Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, nel suo intervento di apertura della Fiera del Levante di Bari alla presenza del premier Giuseppe Conte.

«Durante i giorni più concitati di questa crisi di Governo – ha aggiunto – la sua voce netta e le sue parole limpide hanno scolpito ancora una volta i principi fondamentali della nostra democrazia. Io non so quanti like prenda il Presidente Mattarella, non credo neanche abbia una pagina Facebook. Sicuramente a lui, da qui – ha concluso – voglio indirizzare il mio umile ‘like’, a nome mio e di tutti quelli che credono ancora che vivere in uno stato democratico e civile significhi innanzitutto rispettare la Carta costituzionale e i suoi principi»

«Se vogliamo difendere la nostra identità, non serve proteggere i confini, alzare i muri o chiudere i porti. Il vero pericolo per le nostre comunità viene da noi stessi». Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, durante la cerimonia inaugurale della Fiera del Levante. 
«Se non la trasformiamo in integrazione – ha detto il sindaco – l’accoglienza si trasforma in accattonaggio, se ci va bene. In manovalanza a basso costo per la mafia, se ci va male. È qui che nasce, il più delle volte, il nuovo razzismo italiano». “Presidente Conte, mi rivolgo a lei: – ha continuato – noi sindaci non abbiamo la presunzione di conoscere il futuro, non temiamo l’invasione che qualcuno annuncia, ma sappiamo che le nostre comunità hanno bisogno di risposte vere e concrete. Per questo avevamo proposto al Governo un metodo per la ripartizione dei migranti in base alla popolazione di tutti i Comuni italiani. Una proposta di buonsenso. Questo è il modello di lavoro dei sindaci. Spogliarsi di ideologia, di preconcetti, di slogan e andare in giro per le strade».

EMILIANO: DIFENDEREMO IL GOVERNO CONTE FINO ALLA SCADENZA – «Oggi posso dirle col senno di poi, ma anche con una certa malcelata soddisfazione, che se fossimo stati in grado di fare subito il governo formato qualche giorno fa, ci saremmo risparmiati tanta fatica inutile e piena di tragiche contraddizioni. Gli italiani sanno che l’anno scorso le trattative per la composizione di un’alleanza di cambiamento e di progresso erano avanzatissime e che saltarono in pochi secondi in una trasmissione televisiva. Mi auguro che non si ripetano più quegli errori e che si sappia sempre anteporre ai propri legittimi interessi, l’interesse generale a far durare serenamente questo Governo sino alla sua naturale scadenza». Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, nel discorso di inaugurazione della Fiera del Levante, rivolgendosi al premier Giuseppe Conte presente in sala. 
«Noi difenderemo il suo Governo – ha detto – incalzandolo e concordando con lo stesso il futuro del Mezzogiorno e dell’Italia per quanto di nostra competenza».

Nel 2013 «fu compiuto inconsapevolmente l’errore più grande e cioè cedere la guida della battaglia contro la xylella al governo nazionale attraverso un’anomala applicazione della normativa sulla Protezione Civile con la nomina di commissari che nulla conoscevano di prevenzione fitosanitaria. Nessuna spiegazione agli agricoltori, nessuna informativa all’opinione pubblica e persino a tanti sindaci che sollecitati dagli agricoltori, si opponevano allo spargimento dei fitofarmaci necessari al contenimento dell’insetto vettore». Lo ha detto il governatore pugliese, Michele Emiliano alla inaugurazione della Fiera della Levante. 
«È vero, era molto difficile nel 2013 tagliare gli alberi secondo le normali regole di quarantena imposte dall’Unione Europea e dal Ministero dell’Agricoltura senza provocare sollevazioni popolari – ha detto ancora – Per tali inadempimenti dei commissari di governo nel taglio e nel monitoraggio della zona di contenimento, l’Italia è stata condannata dall’Unione Europea. Questo tremendo caos, inerme e infruttuoso, è durato sino al gennaio del 2016, quando finalmente la Regione Puglia non ha più delegato al Governo la lotta al batterio». 
«E i risultati ci sono stati, in pochi mesi abbiamo cominciato a tagliare gli alberi malati secondo le prescrizioni di legge (abbattendone da allora quasi 6.000) e soprattutto abbiamo dato vita al più massiccio monitoraggio arboreo della storia dell’umanità per accertare, finalmente, il reale avanzamento della malattia. Da quel momento – ha detto ancora – si cominciò a finanziare in modo sistematico e generalizzato la ricerca antixylella mettendo in campo le decine di progetti che stanno cominciando a dare i primi frutti».

«Lo sviluppo economico e l’occupazione non possono arrivare a discapito del rispetto dell’ambiente e della salute umana. Il suo governo nasce con il mantra della decarbonizzazione, ed io lo ripeterò con voi all’infinito: a Taranto e Brindisi non si può proseguire come si era cominciato, ci deve essere un cambio radicale. Se la magistratura sequestra la gru e il pontile dove sono morti in modo identico a distanza di pochi anni due meravigliosi ragazzi, Francesco Zaccaria e Cosimo Massaro, e se l’altoforno 2 è stato sequestrato perché ancora oggi è nelle stesse condizioni per le quali provocò la morte di Alessandro Morricella e Giacomo Campo, la soluzione non può essere scaricare il carbone dell’Ilva al porto di Brindisi e portarlo a Taranto con migliaia di camion o aggiustare alla meno peggio una fabbrica vecchia e pericolosa. Questa sarebbe una pazzia. Noi pugliesi non siamo più disposti a morire per lavorare. Preferiamo vivere, sia pure con meno». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, alla cerimonia di inaugurazione della Fiera del Levante di Bari.

«Ricordo a tutti – ha aggiunto – che non è la Regione a decidere il destino della fabbrica, che se non fosse mai esistita avrebbe, secondo me fatto la fortuna di Taranto. Questo potere spetta solo al Governo che ha scelto di mantenerla aperta perché ritenuta strategica. Se il governo decidesse di chiuderla in modo controllato e ridisegnando la destinazione industriale del sito, noi saremmo egualmente collaborativi. Bisogna però subito eliminare l’utilizzo del carbone». 
«La nostra proposta di una Road map verso la decarbonizzazione Ilva, trasmessa a tutti i governi, redatta con l’Organizzazione Mondiale della Sanità che sta realizzando una valutazione di impatto sanitario sulla fabbrica per nostro conto – ha detto – ha determinato il Comitato delle Regioni della UE ad affidare proprio al Presidente della Puglia la redazione del Parere sulla strategia di contrasto ai cambiamenti climatici»

Secondo i dati diffusi ieri dall’Istat «il tasso di occupazione della Puglia è salito a 47,8 punti. Mai così alto dal 2004: un record mai toccato nell’arco di 15 anni, ancora più significativo se paragonato al dato del Mezzogiorno (8 regioni) fermo a 45,3 punti. L’occupazione pugliese è cresciuta rispetto al trimestre precedente di 3,2 punti (il tasso a gennaio-marzo era infatti di 44,6). Gli occupati della Puglia nel II trimestre 2019 hanno raggiunto il numero di 1.275.000, cioè 87mila in più rispetto al trimestre precedente (a marzo erano 1.188.000) mentre nel 2018 erano 1.220.000». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, alla cerimonia di inaugurazione della Fiera del Levante. 
«Certo – ha aggiunto – i dati andrebbero studiati meglio e tuttavia, anche se passiamo sull’altro fronte, quello della disoccupazione, continuano i numeri confortanti: il tasso di disoccupazione della Puglia è sceso a 14 punti (contro i 17,3 del Mezzogiorno), segnando una riduzione rispetto al trimestre precedente (quando era di 16,7) di 2,7 punti. E tutto questo non è avvenuto per l’aumento degli inattivi perché il tasso di inattività della Puglia si è ridotto a sua volta di 2 punti rispetto al trimestre precedente». 
«Insomma – ha concluso – dal mio primo discorso in Fiera ad oggi gli occupati in Puglia sono cresciuti di 131mila unità. Siamo letteralmente scatenati nel lavoro che ci fa bruciare di passione e di orgoglio per i risultati ottenuti, pur consapevoli che ci vuole tempo perché tutti si rendano conto dell’impegno che c’è dietro».

FONTE: https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/

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