Una situazione terribile quella che si trovano ad affrontare gli agricoltori pugliesi quest’inverno.

No, non il freddo e la neve, bensì un “inverno primaverile”. Infatti, la siccità sta costringendo le aziende agricole a sobbarcarsi spese aggiuntive per sopperire alla mancanza di acqua.

Basti pensare che le dighe pugliesi che forniscono la Capitanata, attualmente contengono 128 milioni di metri cubici di acqua in meno rispetto al 13 febbraio 2019.  

Anche gli invasi della Basilicata, che forniscono acqua a parte della Puglia, hanno risorse idriche di molto inferiori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Vediamo più nello specifico la situazione nelle diverse zone della regione.

Gargano: la mancanza di pioggia ha reso i pascoli aridi e ha costretto le aziende zootecniche a comprare il fieno da terzi, come spiega Nicola Cantatore, direttore provinciale CIA Capitanata: “Per il settore cerealicolo, si stima fin d’ora un decremento della produzione pari almeno al 20%: senz’acqua, il grano sta avendo difficoltà ad affrontare le fasi della crescita.”

I danni però sono ingenti anche per il settore ortofrutticolo. Le piantagioni di cavolfiori e broccoletti hanno bisogno di basse temperature per crescono.

Barese: la siccità sta causando danni ingenti ai seminativi di cereali e foraggi. Inoltre, la siccità di questo inverno caldo potrebbe avere effetti devastanti, durante la stagione estiva, sulla resa dei ciliegi.

La mancanza di acqua ha anche reso difficili le necessarie operazioni di potatura degli ulivi che, per via del caldo, non hanno smesso di vegetare.

Taranto-Brindisi: le dighe lucane che forniscono la zona di Taranto e Brindisi sono a secco. Ciò a creato difficoltà ai seminativi che non nascono oppure, laddove nascono, non crescono per via della mancanza di umidità e pioggia.

A questa situazione già preoccupante, si aggiunge il forte vento che si è abbattuto sulla zona in questi giorni, causando la caduta di alberi e “asciugando” ulteriormente i terreni.

Salento: anche il Salento non si è salvato dall’ondata di siccità. Gli agricoltori sono costretti a sobbarcarsi le spese per le irrigazioni, nella speranza di salvare gli alberi da frutto e ortaggi.

“Tutte le coltivazioni di questo periodo sono in una situazione di sofferenza: il pericolo che i raccolti futuri siano pregiudicati in tutto o in buona parte è molto alto”, ha sottolineato Emanuela Longo, direttore provinciale CIA Salento.