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Coronavirus

Salgono a 200 i casi di coronavirus in Puglia

Com’era prevedibile il Coronavirus dilaga in Puglia. Dopo le 50 persone risultate positive ieri su un totale complessivo di 180 test eseguiti in tutta la Regione, oggi i dati diffusi dal Dipartimento della salute parlano di altri 42 casi positivi, su 232 test effettuati. Salgono così a 200 i casi totali in tutta la regione.

I casi positivi sono cosi suddivisi:

11 in Provincia di Bari;

2 in Provincia Bat;

7 in Provincia di Brindisi;

10 in Provincia di Foggia;

10 in Provincia di Lecce;

2 in provincia di Taranto

LE VITTIME – I morti intanto sono diventati dodici. Dopo la donna di 76 anni di Veglie, tra le altre vittime c’è un 90enne della provincia di Foggia. Si tratta di un pensionato di San Nicandro Garganico (Foggia), risultato positivo al Covid-19, e ricoverato dal 3 marzo scorso agli Ospedali Riuniti di Foggia dove è morto oggi. Lo conferma il sindaco Costantino Ciavarella. L’uomo era ricoverato in terapia intensiva e aveva una serie patologie pregresse.

Nella provincia di Lecce sono deceduti ancora tre pazienti: di 81, 79 e 99 anni con patologie pregresse. Nella provincia di Bari è deceduto un paziente di 96 anni con patologie pregresse.

IN QUARANTENA 17 MEDICI DI FAMIGLIA – Sono 17 i medici di medicina generale pugliesi che si trovano in quarantena per essere venuti a contatto, senza dispositivi di sicurezza, con pazienti risultati positivi al Coronavirus. Il dato è fornito dal segretario regionale della Fimmg Puglia, Donato Monopoli. 

«Chiediamo alle aziende sanitarie – afferma il segretario – di rispettare i protocolli e adottare tutte le procedure per garantire la sicurezza degli operatori. Non abbiamo bisogno di martiri ma di professionisti messi in condizione di poter lavorare in sicurezza, per il bene della collettività. Se in Puglia dovesse presentarsi lo stesso scenario che stanno vivendo, in queste ore, i colleghi di Bergamo e Brescia sarebbe una tragedia». 

«Ogni giorno – prosegue – ci sono notizie di medici ammalati e, purtroppo, stiamo registrando anche delle vittime, l’ultimo un operatore del 118 a Bergamo». «In questa fase difficile – conclude – esortiamo i colleghi a dare la massima disponibilità e a essere reperibili per telefono per i pazienti anche al di là degli orari consueti, in modo da infondere tranquillità ed essere punto di riferimento costante».

LA REGIONE SI PREPARA AL BOOM DI CONTAGI – La Regione intanto si sta preparando all’emergenza e sta per attivare i cosiddetti ospedali Covi, strutture sanitarie interamente dedicate ad ospitare solo ed esclusivamente i pazienti contagiati. Si stimano 2mila infetti, di cui la metà sarà ospedalizzata. Due principali strutture saranno il padiglione di Asclepios al Policlinico di Bari e il Miulli di Acquaviva con un’ala completamente separata e autonoma dal resto dell’ospedale garantendo assoluta sicurezza all’utenza e al personale sanitario.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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