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Puglia: tra i nuovi contagi anche genitori delle persone rientrate dal Nord

Aveva fatto molto discutere, qualche settimana fa, la “fuga” di decine di persone dalle zone del nord Italia verso il sud.

Molti erano giunti in Puglia, così come in altre zone del sud Italia, partendo da regioni focolaio come Veneto e Lombardia.

Erano saltati sugli ultimi treni e bus quando la notizia del lockdown era trapelata e non era ancora ufficiale.

Secondo una prima stima sono rientrate in Puglia circa 23mila persone. Questo è il numero delle persone che si sono autodenunciate alle autorità sanitarie locali sino ad ora.

Proprio per fronteggiare il rischio di contagi che queste persone pongono, il governatore Michele Emiliano ha emesso un’ordinanza con obbligo di isolamento di 14 giorni per chi rientra in Puglia.

Tuttavia, in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno, il primario del reparto di Malattie Infettive del Policlinico di Bari, Gioacchino Angerano, ha spiegato che tra i pazienti attualmente ricoverati in ospedale e positivi al Coronavirus ci siano persone che hanno avuto contatti con coloro che sono “scappati” dalle regioni-focolaio del nord.

Dunque, sorge spontanea la domanda sul livello dei controlli a cui queste persone sono state sottoposte sia al momento della partenza e sia al momento dell’arrivo.

Secondo alcuni dati riportati da Repubblica.it, il 15% delle persone controllate nelle stazioni pugliesi, presentava febbre o sintomi influenzali.

Ovviamente, a questi numeri, bisogna aggiungere tutti coloro che in un modo o in un altro sono sfuggiti ai controlli e che magari presentavano sintomi di infezione da COVID-19.

A confermare la situazione dei genitori contagiati è stato anche l’epidemiologo Luigi Lopalco, docente dell’Università di Pisa e incaricato dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, di guidare la task force scientifica territoriale. Lopalco ha però specificato che la situazione dei familiari contagiati non è una “bomba”: “Abbiamo avuto qualche segnale, ad esempio qualche studente rientrato in Puglia dal nord Italia che ha contagiato i propri genitori, però non è una “bomba”. Da un punto di vista sanitario, preoccupa di più la situazione negli ospedali che il rientro di 23mila persone.”