Solo qualche giorno fa, in occasione del vertice della protezione civile tenutosi a Bari sulla pericolosità degli incendi sul territorio pugliese, l’ente Parco aveva annunciato che quest’anno, per l’attività di prevenzione degli incendi e il loro contenimento, l’ente avrebbe chiesto la partecipazione degli agricoltori locali, “le vere sentinelle del territorio”.

L’idea era di coinvolgere i coltivatori per realizzare fasce tagliafuoco e ospitare, nei loro terreni, serbatoi d’acqua, “aumentando così i punti di approvvigionamento idrico”.

Dunque, sembra quasi ironico che invece i carabinieri abbiano denunciato proprio un bracciante agricolo di Spinazzola per incendio boschivo, relativo al devastante rogo che per tre giorni ha bruciato 220 ettari di bosco.

L’incendio, iniziato giovedì 9 Luglio, in 30 ore ha bruciato più di 200 ettari di bosco ad Acquatetta, tra Minervino e Spinazzola. Per spegnere il rogo, sono dovuti intervenire cinque canadair e una quarantina di uomini a terra tra vigili del fuco, squadre Arif, carabinieri forestali e volontari. Il massiccio intervento di spegnimento ha evitato conseguenze ancora più drammatiche

Sebbene inizialmente si era pensato ad un incendio di causa dolosa, i carabinieri hanno successivamente appurato la natura colposa del rogo.

Infatti, secondo i militari delle stazioni di Andria e Ruvo di Puglia, si è trattata di una negligenza del bracciante denunciato. Le indagini si erano subito concentrate su un’area attigua al bosco incendiato, dove era in corso la mietitrebbiatura delle lenticchie.

Un’attenta analisi delle condizioni climatiche e delle modalità di propagazione dell’incendio, hanno consentito ai militari di identificare il bracciante il quale, durante le operazioni di raccolta, aveva causato, per negligenza, il fuoco che ha prima bruciato il fondo agricolo e successivamente si è propagato nel bosco.

Un difficile inizio di stagione, se si considera che siamo appena a luglio. Nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, nel 2019 si sono registrati ben 44 incendi di cui 14 hanno distrutto 87 ettari di bosco e 30 incendi hanno mandato in fumo 1250 ettari di pascolo.  

L’Ente Parco, tra le altre attività di prevenzione, sta sollecitando i sindaci dei comuni presenti sul territorio ad aggiornare il catasto delle aree percorse dal fuoco, sono state attivate sei postazioni di telerilevamento e inoltre è stata avviata una collaborazione con il CNR (centro nazionale per le ricerche) per il monitoraggio da satellite delle zone percorse dal fuoco.