Impegnato in un tour nazionale nelle aree protette del paese, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha fatto oggi tappa nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Accanto al ministro, questa mattina nella sede del Parco a Gravina, erano presenti, tra gli altri, anche il presidente del Parco, Francesco Tarantini e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Proprio il governatore ha annunciato la candidatura dell’ente murgiano a Unesco Geopark: “Il Parco dell’Alta Murgia si candida a divenire Geoparco Unesco per valorizzare il patrimonio geologico pugliese e dare all’Alta Murgia il risalto che merita”.

La candidatura, avviata nel 2019, ha come scopo principale quello di promuovere il patrimonio geologico del Parco che comprende la Valle dei Dinosauri, l’Uomo di Altamura, il Pulo di Altamura e le Cave di Bauxite.

Questa candidatura rappresenta soltanto una delle ultime iniziative intraprese per promuovere il Parco dell’Alta Murgia. Tra gli ultimi progetti ci sono anche il “Wi-Fi Italia” per potenziare la connettività nelle aree rurali e l’attuazione concreta della Carta Europea per il Turismo Sostenibile, riconfermata a fine 2019 a Bruxelles dalla Federazione Europea dei Parchi, per migliorare i servizi e l’accoglienza formando gli operatori turistici.

La visita del ministro è stata anche l’occasione per il Parco di presentare le azioni intraprese contro l’abbandono di rifiuti, attraverso il progetto “Alta Murgia Free Waste”, una campagna di sensibilizzazione degli abitanti del Parco sul corretto conferimento e combattere l’abitudine di abbandonarli nella natura.

E’ stato inoltre mostrato al ministro e ai presenti il piano per contrastare il rischio incendi e la creazione di una task force per cercare di fermare e controllare il moltiplicarsi dei cinghiali, i quali hanno un impatto non indifferente sulla biodiversità del territorio e sull’agricoltura locale, senza considerare il pericolo che pongono per i cittadini.

Costa, nel suo intervento, ha voluto sottolineare l’importanza della collaborazione tra i diversi enti e il governo per valorizzare i parchi nazionali: “Gestire un’area protetta include notevoli complessità, è imprescindibile che tutti gli attori coinvolti lavorino in sinergia per creare una rete efficace, volta a valorizzare al meglio bellezze e ricchezze dell’area. In questo senso anche l’istituzione delle ‘Zone economiche ambientali’ nei Parchi, norma che ho voluto fortemente, è il segno tangibile di un percorso per fare dell’Italia il Paese Parco. Così come le risorse messe a disposizione con ‘Parchi per il clima’, per la sentieristica e per i muretti a secco rappresentano un grande balzo in avanti per sostenere la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile delle nostre aree protette”.