Il 25 novembre si celebra la Giornata Internazionale per l’eliminazione sulla violenza contro le donne. La ricorrenza fu istituita nel 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con l’intento di spingere i governi e le organizzazioni internazionali a promuovere una serie di eventi ed attività di sensibilizzazione sul problema della violenza contro le donne.

“La Regione Puglia è al fianco delle donne per aiutarle a liberarsi della violenza e supportarle nella costruzione di una nuova vita”, ha dichiarato con un post su Facebook il governatore Michele Emiliano. “Con la campagna #nonseisola – prosegue – vogliamo far sapere che la rete dei servizi antiviolenza in Puglia è pienamente funzionante, pronta a dare indicazioni e sostegno per individuare il percorso più adatto. Il numero 1522 è attivo. È importante diffondere questo messaggio: nel 2019 sono state 2.050 le donne che si sono rivolte a un Centro Antiviolenza; nei primi 8 mesi del 2020 si registrano 1.440 accessi, 892 percorsi avviati, 76 donne messe in protezione con 73 minori. La nostra rete comprende 27 centri antiviolenza, 65 sportelli e 18 case fra prima e seconda accoglienza”.

La Regione Puglia rende noto che nel corso del 2020 sono stati erogati ai Comuni 900mila euro per la continuità dei programmi antiviolenza gestiti dai CAV convenzionati e inoltre per sostenere i percorsi di autonomia delle donne, resi più complicati che mai dalla pandemia.

Inoltre, la regione ha in programma di erogare nel 2021 €1,8 milioni in programmi regionali di antiviolenza e circa €2 milioni in risorse statali per i centri antiviolenza e in case-rifugio di prima e seconda accoglienza.

I NUMERI DELLLE VIOLENZE IN PUGLIA. I dati raccolti dall’Osservatorio regionale dal 2014 al 2019 rivelano che nella regione, sono state circa 10.000 le donne entrate in contatto con i centri antiviolenza, con una media di percorsi avviati del 60%.

Un altro dato raccolto dall’Osservatorio che genera preoccupazione, ma non sorprende, è che il 95% dei casi di violenza registrati si sono consumati all’interno dell’ambito familiare: nell’86% gli autori sono il partner o ex partner e nel 9% “parenti”.

La Polizia di Stato, che in occasione della giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, promuove la campagna “Questo non è amore”, ha inoltre reso noti altri dati, relativi ad un primo bilancio dall’entrata in vigore, il 9 agosto 2019, del cosiddetto “Codice Rosso”. Questa legge ha introdotto nuovi reati e ha perfezionato i meccanismi di tutela di violenza domestica e di genere.

Per quanto riguarda i dati relativi ai femminicidi, nelle province di Bari e della BAT si registrano numeri inferiori nel periodo gennaio-settembre 2020, rispetto agli stessi mesi del 2019, quando gli omicidi volontari consumati sono stati 10 (7 nella BAT e 3 nella provincia di Bari). Infatti, tra gennaio e settembre di quest’anno sono stati registrati un totale di 3 (2 nella BAT e 1 nella provincia di Bari).

In aumento invece sono i numeri relativi alle violenze sessuali, infatti nel periodo Gennaio-Settembre 2019 nella provincia di Bari sono state denunciate 49 violenze sessuali, nello stesso periodo del 2020 sono state 53. Nella BAT le violenze sono addirittura raddoppiate, da 5 nel 2019 a 11 nel 2020.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Ovviamente, i dati della polizia riguardano le violenze denunciate, perciò l’aumento dei casi di violenza sessuale nel 2020 rispetto all’anno precedente, possono anche essere la conseguenza di un aumento delle denunce rispetto al 2019. L’unico modo per avere un quadro completo sarebbe se ogni violenza venisse denunciata. Tuttavia sono ancora troppe le donne che per paura o per vergogna non si rivolgono alle autorità, perciò è difficle avere dati certi sul numero di violenze avvenute.

Dunque, la campagna della Regione Puglia #nonseisola vuole, come sottolineato da Emiliano nel suo post, dare visibilità ai Centri Antiviolenza, un modo per far sapere alle donne vittime di abusi e violenze che c’è una rete pronta ad accoglierle, difenderle ed aiutarle.

Perché la violenza e l’abuso, fisico e psicologico, non ne amore, ne colpa della vittima e va denunciato!