Una ricerca portata avanti tra il 2017 e il 2020 dagli Atenei di Firenze, Pisa e Roma Sapienza e finanziata dal Mur, ha portato alla luce alcuni segreti inediti sul più completo e antico scheletro di Neanderthal mai scoperto.

L’Uomo di Altamura fu rinvenuto nel 1993 nella grotta di Lamalunga, ma sebbene siano passati 27 anni dalla sua scoperta, i resti nascondono ancora tanti segreti e sono di grande interesse per studiosi di tutto il mondo. Ciò è dovuto al fatto che le ossa e il cranio sono imprigionati nella roccia a diversi metri di profondità e coperti di incrostazioni calcaree che rendono difficili le osservazioni.

Grazie a sofisticate apparecchiature come sonde videoscopiche e apparecchi a raggi X portatili, le nuove osservazioni sono riuscite ad identificare con precisione le caratteristiche della dentatura e delle ossa mascellari dell’uomo paleolitico. Dalle analisi è infatti emerso che Ciccillo era in età matura quando morì, cadendo in un pozzo naturale dove perì di senti.  

Il nuovo studio è stato pubblicato sulla rivista specializzata “Plos One” e si è focalizzata sui denti, mascella e mandibola dell’Uomo di Altamura.

Il gruppo di ricerca ha condotto una serie di osservazioni e rilevazioni sul posto, calandosi all’interno della grotta. “Grazie all’ausilio di sonde videoscopiche ad alta risoluzione (che dobbiamo alla collaborazione della Olympus Europa) – spiega Jacopo Moggi Cecchi, antropologo dell’Ateneo di Firenze e uno dei coordinatori del progetto – siamo riusciti a osservare le caratteristiche della dentatura e delle ossa mascellari, ottenendo nuove informazioni sull’età e lo stato di salute e confermando la presenza di caratteri tipici dei Neanderthal”.

Giorgio Manzi, coordinatore del progetto complessivo del Mur, ha sottolineato anche come, dalle analisi, risulta che l’Uomo di Altamura, potrebbe aver avuto problemi di salute prima della morte: “La presenza del terzo molare (il “dente del giudizio”) e il grado di usura masticatoria indicano un individuo adulto, piuttosto avanti negli anni, ma non anziano. L’uomo doveva aver avuto qualche problema di salute; è stata infatti osservata la perdita di due denti prima della morte: uno lo aveva perso da diversi anni, l’altro in tempi successivi. È una delle rare volte nelle quali si osservano queste circostanze in un Neanderthal, visto che nella preistoria antica l’incidenza di problemi dentari era molto bassa”.

Un altro elemento interessante emerso dallo studio è che l’uomo paleolitico potrebbe aver sofferto di stress, come sottolinea Damiano Marchi, responsabile del gruppo di ricerca dell’Università di Pisa: “Abbiamo anche effettuato una radiografia dei denti anteriori, utilizzando per la prima volta a questo scopo un apparecchio a raggi X portatile KaVo NOMAD Pro 2. In questo modo abbiamo così individuato una lesione nell’osso, alla base di un incisivo, che potrebbe essere dovuta a una forte stress non riconducibile all’alimentazione”

Insomma, dallo studio appena pubblicato sembrerebbe che Ciccillo avesse uno stile di vita molto più complicato di quello che pensiamo e con altre ricerche ancora in corso, chissà quanto ancora potremmo scoprire sull’antico abitante della Murgia.