Il Presidente della Regione Puglia e gli assessori regionali hanno ratificato l’accordo con il Ministero dell’Ambiente sul miglioramento della qualità dell’aria e il contrasto all’inquinamento atmosferico. Lo schema di accordo era stato già approvato nella giunta regionale del 17 dicembre 2020.

Dalla comunicazione, alla sensibilizzazione dei cittadini e l’introduzione di nuove tecnologie soprattutto nel settore dei trasporti, questi sono alcuni degli obbiettivi dell’accordo.

Inoltre, è prevista la realizzazione di studi che possano valutare l’impatto ambientale in Puglia e valutare gli scenari futuri della qualità.

La comunicazione tra pubblica amministrazione e cittadini gioca inoltre un ruolo importante. L’accordo prevede, entro gennaio 2022, un rafforzamento di questa comunicazione sui temi della qualità dell’aria tramite la creazione di un portale informatico regionale e una piattaforma dinamica ed interattiva. Questi strumenti elettronici serviranno ai cittadini per consultare l’analisi delle emissioni atmosferiche locali e gli indicatori ambientali in modo semplice e chiaro.

Verrà inoltre istituita entro sei mesi dalla sottoscrizione dell’accordo, una campagna di informazione e sensibilizzazione della popolazione sui comportamenti a minor impatto sulla qualità dell’aria, in particolare riferimento al materiale particolato PM10, ovvero le polveri sottoli derivanti da auto, attività industriali e inceneritori.

È previsto anche, in sinergia con gli obbiettivi ministeriali, la progressiva diffusione di veicoli a bassa emissione e la riduzione dei veicoli circolanti nelle aree urbani, promovendo, invece, sistemi di spostamento alternativi.

Il budget stanziato dal ministero arriva ad un massimo di 4 milioni.

Nel novembre 2020 la Corte di Giustizia europea ha condannato l’Italia per non aver tenuto sotto controllo le concentrazioni di PM10 rispetto alle soglie minime raccomandate. Tra le regioni coinvolte anche la Puglia, dove si sono registrati livelli superiori ai valori limite per periodi piuttosto lunghi. La Corte ha anche riconosciuto che in tempi recenti l’Italia ha adottato dei piani di riduzione, ma molti dichiarano una durata di realizzazione degli obiettivi di diversi anni, se non decenni.

Il giornalista Nino Sangerardi, sottolinea che in Puglia “permangono criticità per gli inquinanti PM10 e No2 in particolare negli spazi collinari, pianura industriale, agglomerato di Bari e le zone industriali dei Comuni di Brindisi e Taranto che risento delle emissioni dei poli produttivi nonché traffico veicolare, traffico portuale e combustioni di massa”.