Il progetto di monitoraggio e salvaguardia degli insetti impollinatori ha come obbiettivo quello di aumentare la conoscenza delle specie che vivono nel Parco e proteggere la biodiversità

Il progetto “Alta Murgia: un Parco per api e farfalle” entra nel vivo con la fase di monitoraggio, a cura dell’ente Parco dell’Alta Murgia in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e il Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze.

Durante questa prima fase, i ricercatori hanno individuato oltre 80 specie di farfalle diurne, incluso alcune specie “rare e protette”.

Inoltre, i ricercatori hanno, grazie all’aiuto degli apicoltori locali, prelevato campioni di miele e polline, che verranno analizzati in laboratorio e serviranno a tracciare i fattori di rischio per la sopravvivenza degli insetti impollinatori soprattutto in funzione dell’uso di sostanze potenzialmente nocive in agricoltura.

“Il declino delle api e degli impollinatori”

“Gli impollinatori hanno un ruolo chiave nella regolazione dei servizi a supporto della produzione alimentare, della salvaguardia degli habitat e delle risorse naturali, risultando fondamentali anche per la conservazione della diversità biologica, la base della nostra esistenza e delle nostre economie.”

Così si legge nella premessa del rapporto “Il declino delle api e degli impollinatori” a cura dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale pubblicato nel Maggio 2020.

Dunque, questo progetto ha come scopo quello di salvaguardare farfalle, api e molti altri insetti impollinatori, individuando e migliorando pratiche di gestione delle aree forestali e agricole al fine di proteggere questi insetti essenziali per la biodiversità del Parco dell’Alta Murgia.

“Proteggere gli impollinatori – dichiara Francesco Tarantini, presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia– è necessario per il mantenimento della biodiversità e la funzione di indicatori della qualità ambientale. Con il progetto ‘Alta Murgia: un Parco per api e farfalle’ diamo un contributo concreto alla loro tutela, essenziale per l’ottenimento di frutti e semi da molte colture. Fondamentale tra i risultati sarà la costruzione della Carta della Vocazione Apistica del Parco, con dati specifici sulle aree di presenza e frequentazione delle specie. Puntiamo inoltre a sensibilizzare i cittadini sull’importanza di api e farfalle, coinvolgendoli sul campo con attività di osservazione delle specie e rendendoli protagonisti della ricerca scientifica.”

Dopo la prima fase di monitoraggio, il prossimo passo sarà un’ulteriore sessione di raccolta dati che si terrà il 15 maggio, quando i ricercatori coinvolti cercheranno e identificheranno il maggior numero possibile di insetti presenti nel Parco.

A questo secondo “bioblitz” potranno partecipare, nel rispetto delle norme anti-Covid, appassionati di insetti e amanti della fotografia, i quali potranno caricare le proprie immagini presso la piattaforma iNaturalist in maniera da contribuire in maniera attiva all’azione di ricerca.

“Azioni per la protezione degli impollinatori e diffusione dell’entomofauna”

Il progetto “Alta Murgia: un Parco per api e farfalle” si inserisce all’interno dell’ambito “Azioni per la protezione degli impollinatori e diffusione dell’entomofauna”, identificate dalla Direttiva n.0023838 del 24-10-2019 del Ministero dell’Ambiente.

L’Italia è tra le nazioni più ricche di specie grazie al clima mite e alla presenza di una vasta diversità ambientale. Tuttavia, alcune specie di insetti impollinatori presenti sul territorio nazionale sono a grave rischio di estinzione.

Dunque, è essenziale ricercare quante più informazioni possibili sullo stato di salute di queste specie per poterne garantire la sopravvivenza e proteggere l’ecosistema.