Intervista agli speleologi del CARS di Altamura

Da tempo si discute della rimozione del cranio dello scheletro di “Homo neanderthalensis”, rinvenuto nella grotta di Lamalunga sulla Murgia.

Lo scheletro, ribattezzato affettuosamente come “Ciccillo” ha riscritto la storia dell’esistenza dell’uomo in questa area geografica ed è ormai al centro di una lunga contesa. Ma cosa sappiamo nello specifico di questa scoperta, quali i risvolti di un simile intervento?

Ne parliamo con il consigliere Francesco del Vecchio e il presidente Giovanni Dinardo in rappresentanza degli speleologi del CARS (Centro Altamurano Ricerche Speleologichedi Altamura), che hanno regalato un momento di storia attraverso la seguente intervista:

Sono passati ben 28 anni dalla scoperta di uno scheletro di Homo neanderthalensis nella grotta di Lamalunga, nei pressi di Altamura, grazie al CARS e il 7 ottobre cambia letteralmente la percezione della storia ed esistenza dell’uomo grazie a questo rinvenimento, vogliamo ricordare ai lettori come avvenne e chi sono i protagonisti della scoperta?

La storia della Grotta di Lamalunga inizia nel 1990, dietro la segnalazione del sig. Lobefaro Tommaso cugino di Savino Leone di un piccolo buco da cui veniva fuori dell’aria. Il primo sopralluogo venne effettuato da 3 speleologi del CARS: Donatangelo Squicciarini, Savino Leone e Nicola Marvulli che allargarono l’ingresso, scendendo un pozzetto di circa 7 metri il cui fondo apparentemente chiudeva. La grotta così, venne dimenticata per circa un anno.  Nel 1991 ritornarono sul posto dapprima Francesco Del Vecchio, che ne rileva l’ingresso, comunicando i dati al Catasto speleologico pugliese e successivamente si unisce allo stesso, Manlio Porcelli. Continuando a sentire aria fuoriuscire dal pozzetto, iniziarono a scavare sul fondo fangoso sino ad intercettare a meno di un metro di scavo la fessura da cui proveniva la brezza. Da quel momento in poi inizia la campagna di scavi che vede la partecipazione di diversi soci del CARS, che a piccoli gruppi si alternano nel lavoro e il 26 settembre del 1993, alcuni soci del CARS finalmente riescono nell’intento di entrare nella grotta tanto agognata, questi sono: Angelo Squicciarini, Vito Sardone, Giovanni Dinardo, Manlio Porcelli, Giovanni Ragone, Giuseppe Perrucci, Pasquale Pistone con qualche componente del Vespertilio Cai, Walter Scaramuzzi e Lorenzo Di Liso.  Fatta una prima esplorazione, era ormai tardi e si decise di ritornare la domenica successiva. Infatti puntuali il 3 ottobre si tornò per continuare l’esplorazione a effettuare documentazione fotografica e proprio in questa occasione, venne scorto per la prima volta l’uomo di Altamura. Fatte le prime foto il 7 ottobre venne invitato nella sede del CARS il prof. Eligio Vacca con dei collaboratori e quando apparve sulla prima diapositiva l’immagine dello scheletro, dopo un consulto veloce con i suoi collaboratori, il prof. Vacca si girò verso di noi ed esclamò: “Ragazzi, voi non vi rendete conto di quello che avete scoperto!”. A quella notizia, tutti noi presenti fummo contagiati da una grande gioia e anche da tanta soddisfazione poiché eravamo stati gli artefici di una scoperta così importante-

Cosa è accaduto nel tempo sino ad ora, quali interventi da parte delle autorità preposte sono state effettuati?

– Dalla scoperta, furono innanzitutto effettuate le prime foto e i primi filmati allegandoli alla documentazione della Soprintendenza, nella quale erano presenti le prime osservazioni antropologiche da parte del dott. Eligio Vacca (facente parte della equipe di studio del Prof. Pesce Delfino dell’Università di Bari), si ebbero così le prime comunicazioni nel mondo accademico e scientifico.  Nel 1999 partì il progetto Sarastro che prevedeva la trasmissione di immagini in diretta dalla grotta, alla vicina masseria Ragone che una volta ristrutturata diviene l’attuale Centro Visite Lamalunga. Il progetto si concluderà nel 2001, ma il Centro Visite aprirà ai visitatori solo nel giugno 2004, per cui come potete dedurre l’impianto utilizzato per le riprese e per l’illuminazione funzionerà per circa un paio di anni. Verrà smantellato del tutto nel 2007 poiché purtroppo la luce delle lampade aveva favorito la formazione di patine algali nell’abside dell’Uomo. Chiuso il progetto Sarastro i lavori di ricerca vennero affidati ad una nuova equipe con autorità provenienti da diverse università: Prof. Manzi e dott. Micheli (Univ. La Sapienza di Roma), Caramelli (Univ. di Firenze), Prof. Borsato (Univ. Newcastle – AU), dott. Piperno (archeologo). Il nuovo gruppo di ricerca nel 2009 effettuerà ulteriori e approfondite indagini tra cui l’estrazione della scapola destra da cui si ricaveranno notizie sul DNA come alcune caratteristiche fisiche dell’Uomo, tipo il colore rossiccio dei capelli, mentre dallo strato di calcite che ricopre l’intero scheletro dedurranno l’arco temporale in cui è vissuto (140.000-160.000)-.

L’attenzione è stata notevole da parte dei media, ma a valorizzare maggiormente la scoperta si è impegnata il CARS attraverso la Rete Museale, quali sono le sue azioni e da chi è costituita la Rete?

La scoperta dell’Uomo ha portato un contributo alla conoscenza dei Neanderthal, in quanto per la prima volta in assoluto venne ritrovato uno scheletro completo, per cui molti media si interessarono dandone notizia tra televisioni e giornali nazionali e non. Nella valorizzazione è stato svolto un notevole lavoro da parte del CARS, in tutta la prima parte della gestione del Centro Visite Lamalunga (2004-2015), successivamente attraverso la realizzazione della Rete Museale con l’annessione di Palazzo Baldassarre ed il Museo Archeologico e come partecipanti al progetto CARS – Coop. IRIS con capofila CoopCulture costituendo un ATI,  la seguente gestione ha permesso azioni mirate alla valorizzazione. Grazie anche agli eventi, alle visite guidate, alle escursioni alla vicina Grotta della Capra, alla collaborazione con altre realtà e alla possibilità di un biglietto integrato con diverse opzioni di scelta (cattedrale, centro storico, Pulo, e tanto altro)-

L’uomo di Altamura è stato oggetto di un progetto di ricerca finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e autorizzato dalla competente Soprintendenza Archeologica, che ha permesso una serie di indagini scientifiche condotte negli ultimi anni (2017-2020), i cui risultati iniziano ora a essere pubblicati su riviste internazionali, cosa riguardano e quali i risultati di queste ricerche?

Il progetto finanziato dal MUR autorizzato dal Ministero e dalla Soprintendenza Archeologica svolgeva in due fasi la prima di studio, la seconda rimozione del cranio e della mandibola dell’uomo di Altamura. Il progetto denominato KARST è stato svolto solo nella prima parte e consisteva nelle riprese fotografiche fatte da un endoscopio della Olympus di ultimissima generazione, che ha permesso di osservare nei particolari le ossa, soprattutto quelle sottostanti anche se parzialmente inglobate nella calcite. I risultati furono eccellenti per la qualitaà delle immagini, in particolar modo per quanto riguarda il cranio e la dentizione. La seconda fase prevedeva la rimozione del cranio ma il tutto si arrestò per la contrarietà da parte del Parco dell’Alta Murgia, del CARS e di associazioni e singoli individui che hanno promosso iniziative per tutelare la grotta nonché l’Uomo al fine di non deturpare oltre questo bene immenso. Fortunatamente i lavori si conclusero nella prima fase, i cui risultati oggi sono stati pubblicati con un interessante studio sui denti: OSSERVAZIONI IN SITO SULLA DENTIZIONE E CAVITA’ ORALE DELLO SCHELETRO DI NEANDERTHAL DI ALTAMURA (ITALIA). Inoltre una serie di conferenze, tenute dallo stesso Prof. Manzi e da altri studiosi sia sul nostro Uomo di Altamura che su altri ritrovamenti e scoperte analoghe avvenute in altre località, oggi sono disponibili sulla piattaforma di youtube e all’interno del sito della scuola di paleoantropologia di Perugia-

L’uomo di Altamura fa ancora parlare, attualmente il Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università di Bari Aldo Moro, il Parco Nazionale dell’Altra Murgia e la Società Italiana di Geologia Ambientale si appongono alla rimozione anche se solo parziale per tutelare il reperto, quale la posizione del CARS?

-A questa domanda rispondiamo con un comunicato pubblicato sui nostri social tempo fa. In riferimento alla possibile rimozione dell’uomo di Altamura, il Cars (Centro Altamurano Ricerche Speleologiche), associazione attiva ormai dai anni sul territorio nonché scopritore della grotta  di Lamalunga e dell’ Uomo di Altamura, sostenuta dalla federazione speleologica pugliese dichiarano, così come in molteplici occasioni la totale contrarietà all’estrazione dell’importante Reperto in questione. Alti sono i rischi per la grotta che ha custodito per millenni lo scheletro e che subirà sicuramente gravi danni da questa possibile operazione. Lamalunga è un museo creato dalla natura in migliaia di anni con un equilibrio fragile e peculiare. In quanto speleologi siamo favorevoli alla conoscenza scientifica e alla ricerca, ma siamo per la ricerca fatta con criterio e che soprattutto abbia in rispetto quei luoghi tanto magnifici e misteriosi quanto corruttibili e delicati. Quindi, a nostro avviso, danneggiare la grotta in nome della scienza, non porterà a nessuno sviluppo rilevante a favore della ricerca. Non si può dividere l’uomo di Altamura dalla sua dimora eterna e naturale, dall’abside che l’ha protetto. Di Lamalunga al mondo, col suo singolare sito paleoantropologico, ne esiste solo una. Se la danneggiamo perderemo la sua unicità per sempre-

L’uomo non ha il diritto di continuare a distruggere quello che la natura preserva e protegge!”

Quali i possibili scenari o interventi per poter evitare la rimozione?

– Attualmente dato il particolare momento che sta attraversando il Paese crediamo che ci sia altro di molto più urgente a cui pensare e ci appare difficile dare un pronostico dei futuri scenari. Gli interventi per scongiurare qualunque ipotesi di asportazione del reperto sono da rimandare sicuramente a quando finirà questa emergenza sanitaria, di per certo possiamo dire che saremo come sempre pronti per affrontarli man mano si presenteranno, per il momento però non sembrano esserci pericoli imminenti per l’Uomo di Altamura-

Il Consigliere del CARS Francesco Del Vecchio e il presidente Giovanni Dinardo ci salutano con questo suggerimento:

Il progetto KARST che prevede l’asportazione del cranio con la successiva musealizzazione, secondo noi, non inciderebbe sull’aumento esorbitante dei visitatori e di conseguenza sugli introiti promessi su cui il progetto fa molta pressione mediatica. In realtà con delle ottime ricostruzioni, soprattutto con le attuali tecnologie si possono raggiungere bei risultati che soddisferebbero dal punto di vista turistico-

Si ringrazia il CARS per la disponibilità all’intervista concessa alla redazione di Madeinurgia.org e per l’operato svolto negli anni.

Foto: fonte sito https://www.uomodialtamura.it/ e Sovraintentenza dei Beni culturali.

Maria Caserta

Di Maria Caserta

Laureata in Scienze della formazione primaria presso Università degli Studi della Basilicata, insegnante di scuola primaria, redattrice presso la testata PassalaParola.net, presidente dell'associazione MadeinMurgia.org by Comunicaetica, editore madeinmurgia.org, Event planner ed esperta in tutela dell'ambiente e agrifood. Project manager di diversi progetti regionali, locali e nazionali.