Ecco i dettagli della bozza presentata da Confcommercio Puglia e da Puglia Wedding Production Association alla regione e al Cts

Dopo mesi di attesa, sembrerebbe che qualcosa si stia muovendo per il settore matrimoni, un settore con un fatturato intorno al miliardo di euro che ha visto un periodo di forte crisi a causa della pandemia.

Il protocollo “Matrimonio Covid Free”, elaborato dalle delegazioni Wedding Confcommercio di Brindisi, Lecce e Taranto con l’associazione Pwpa (Puglia Wedding Production Association-Sposiamo la Puglia), ha come obbiettivo quello di mettere a disposizione degli operatori del settore e degli organi di controllo uno strumento tecnico per far ripartire in sicurezza i ricevimenti di nozze.

La bozza è stata presentata a Taranto dal presidente della Confcommercio ionica, Leonardo Giangrande, dal direttore di Confcommercio Puglia, Giuseppe Chiarelli, e dai presidenti delle categorie Wedding Confcommercio: Enea Fanelli (Taranto), Fabio Vergine (Lecce), Perluigi Argentieri (Brindisi) e Giusy D’Ambrosio, vice presidente di Pwpa.

“[…] il protocollo – si legge nelle premesse – si fonda proprio sull’utilizzo dei tamponi a cui sottoporre tutti gli invitati e sull’aumento progressivo della copertura vaccinale, permettendo che l’evento si svolga senza restrizioni che compromettono la natura dell’evento stesso, fortemente caratterizzato dalla socialità e convivialità in scenari epidemiologici da zona gialla e bianca.”

La proposta, ora al vaglio dell’assessore Pier Luigi Lopalco e del Comitato per la Sicurezza, suggerisce l’obbligo per gli sposi di avvertire tutti gli invitati delle procedure da seguire: coloro che partecipano al matrimonio dovranno munirsi di passaporto vaccinale o di un certificato che attesti la negatività al Covid-19 effettuato nelle 48 ore precedenti. Solo agli sposi verrebbe richiesto un doppio tampone, uno 15 giorni prima e uno 48 ore prima dell’evento.

Inoltre, i novelli coniugi dovranno nominare un “referente Covid” e dovranno mantenere le documentazioni inerenti all’evento per 14 giorni successivi al ricevimento.

La manifestazione a Bari

Solo qualche giorno fa molti professionisti del settore matrimoni hanno aderito ad una manifestazione di protesta tenutasi a Bari e in altri capoluoghi di provincia.

Gli organizzatori della manifestazione, la confederazione delle associazioni di categoria del settore matrimoni ed eventi “Unanime”,  in collaborazione con “Filiera eventi unita”, hanno sottolineato che “il governo ha indicato le date per ogni tipo di attività, ma non per i matrimoni e gli eventi privati”, come riporta La Gazzetta Del Mezzoggiorno.

Francesca Bussolini, capodelegazione di Federmep Puglia, ha spiegato alla Gazzetta che “in Puglia sono oltre diecimila le aziende censite, che compongono in maniera diretta o indiretta la filiera del wedding, ad aver chiuso il fatturato del 2020 ad una percentuale che si aggira su circa meno l’85 % e sicuramente chiuderemo il primo semestre 2021 con una perdita che sfiora il 100%.”