La pandemia che ha coinvolto tutti settori economici nazionali ha influito notevolmente sull’investimento immobiliare che secondo il rapporto Istat incide circa il 20% sul PIL nazionale.

Tra i fattori alla base della performance sfavorevole della produttività del lavoro, aggravata dalla debolezza dell’andamento della produttività totale dei fattori, vi è certamente la debolezza della spinta derivante dall’accumulazione del capitale e degli incrementi di efficienza che essa introduce.

La gran parte del calo tendenziale del numero di occupati nel 2020 è dovuto a alle cessazioni dei contratti temporanei e alla contestuale diminuzione di nuove attivazioni dei rapporti di lavoro a termine, concentrata tra quelli di breve durata.
I settori maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria sono proprio quelli
dove il lavoro a termine è più diffuso: commercio (-191 mila occupati, -5,8%) e, soprattutto, alberghi e ristorazione (-246 mila, -16,1%). Nello specifico, la riduzione riguarda il commercio sia all’ingrosso sia al dettaglio (-6,1% e -6,7%), mentre il forte calo nei comparti della ristorazione (-13,0%) è comunque più contenuto di quello osservato per gli alberghi (-28,3%). Un altro settore che ha decisamente risentito degli effetti della pandemia, anche per la rilevante presenza di lavoratori non regolari, è quello dei servizi domestici alle famiglie (-125 mila, -16,7%), interessando principalmente gli stranieri e le donne.

Nel 2021 si è verificata una lieve flessione di innalzamento si legge nel rapporto di marzo ISTAT.

Rispetto a febbraio, nel mese di marzo 2021 si registra una crescita degli occupati, a fronte di una diminuzione di disoccupati e inattivi.

La crescita dell’occupazione (+0,2%, pari a +34mila unità) coinvolge gli uomini, i dipendenti a termine, gli autonomi e tutte le classi d’età ad eccezione dei 35-49enni che, invece, diminuiscono così come le donne e i dipendenti permanenti. Il tasso di occupazione sale al 56,6% (+0,1 punti).

Il calo del numero di persone in cerca di lavoro (-0,8% rispetto a febbraio, pari a -19mila unità) riguarda gli uomini e gli over25, mentre tra le donne e i giovani di 15-24 anni si osserva un aumento. Il tasso di disoccupazione scende al 10,1% (-0,1 punti) e sale tra i giovani al 33,0% (+1,1 punti).

A marzo, rispetto al mese precedente, diminuisce anche il numero di inattivi (-0,3%, pari a -40mila unità) a seguito del calo registrato per entrambi i sessi e per gli under35 che si contrappone all’aumento osservato tra le persone con almeno 35 anni. Il tasso di inattività scende al 36,8% (-0,1 punti).

Il livello dell’occupazione nel I trimestre 2021 è inferiore dell’1,1% a quello del trimestre precedente, con una diminuzione di 254mila unità.

Nel trimestre aumentano sia le persone in cerca di occupazione (+2,4%, pari a +59mila) sia gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+1,0%, pari a +134mila unità).

Le ripetute flessioni congiunturali dell’occupazione – registrate dall’inizio dell’emergenza sanitaria fino a gennaio 2021 – hanno determinato un crollo tendenziale dell’occupazione (-2,5% pari a -565mila unità). La diminuzione coinvolge uomini e donne, dipendenti (-353mila) e autonomi (-212mila) e tutte le classi d’età. Il tasso di occupazione scende, in un anno, di 1,1 punti percentuali.

Rispetto a marzo dello scorso anno, le persone in cerca di lavoro risultano fortemente in crescita (+35,4%, pari a +652mila unità), a causa dell’eccezionale crollo della disoccupazione che aveva caratterizzato l’inizio dell’emergenza sanitaria; d’altra parte, diminuiscono gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-2,1%, pari a -306mila), che a marzo 2020 avevano registrato, invece, una crescita straordinaria.

La destabilizzazione occupazionale ha di conseguenza influito nell’acquisto della prima casa, sapendo che un’ampia fetta dell’economia italiana passa attraverso l’investimento immobiliare.

Il Governo Draghi durante la presentazione stampa del “Decreto Sostegni” afferma che si tratta di un aiuto sia all’economia reale che soprattutto alle giovani coppie. In arrivo ci sono in particolare mutui al 100% per i giovani garantiti dallo Stato. Un aiuto mirato per sostenere i giovani che troppo spesso tagliati fuori dal mercato dei mutui perché non in grado di soddisfare i requisiti di garanzia richiesti dalle banche, se non altro perché non hanno (ancora) un posto di lavoro fisso o un contratto dipendente. 

Sul sito ufficiale del MEF è riportata una sintesi del Fondo di garanzia per i mutui per acquisto e ristrutturazione prima casa.

Si legge che al fine di favorire l’accesso al credito da parte delle famiglie per l’acquisto e l’efficientamento energetico della casa di abitazione, la legge di stabilità 2014 (legge 27 dicembre 2013, n. 147, art. 1, comma 48, lett. c), ha istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze, il fondo di garanzia per i mutui per la prima casa.

Con decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, sono state assegnate al Fondo garanzia per la prima casa ulteriori risorse per l’anno 2020.

CHI PUÒ FARNE RICHIESTA

La garanzia del Fondo e’ concessa nella misura massima del 50 per cento della quota capitale in essere sui finanziamenti di acquisto e ristrutturazione e accrescimento dell’efficienza energetica di unità immobiliari, site sul territorio nazionale, da adibire ad abitazione principale del mutuatario, con priorita’ per l’accesso al credito da parte di:

  • giovani coppie (dove almeno uno dei due componenti non abbia superato i 35 anni);
  • nuclei familiari monogenitoriali con figli minori;
  • giovani di età inferiore ai 35 anni titolari di un rapporto di lavoro atipico;
  • conduttori di alloggi di proprietà degli IACP, comunque denominati

REQUISITI DI ACCESSO AL FONDO

Il richiedente, alla data di presentazione della domanda di mutuo, non deve essere proprietario di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli acquistati per successione mortis causa, anche in comunione con altri successori, e in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli.

L’immobile ad uso abitativo deve essere sito nel territorio nazionale, inoltre non deve rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici) e non deve avere le caratteristiche di lusso indicate nel decreto del Ministero dei lavori pubblici in data 2 agosto 1969, n. 1072.

Il mutuo ipotecario deve essere di importo non superiore a 250 mila euro, concesso dalla banca o intermediario finanziario che ha aderito all’iniziativa in base al Protocollo di intesa sottoscritto l’8 ottobre 2014 tra Ministero dell’economia e delle finanze e Abi.

COME FARE DOMANDA

La domanda di accesso al Fondo va presentata direttamente alla Banca o Intermediario finanziario aderente all’iniziativa cui si richiede il mutuo, utilizzando l’apposita modulistica per la richiesta di accesso al Fondo di garanzia per la prima casa.

Le richieste potranno essere presentate solo dopo che la banca abbia assicurato l’operatività a favore della propria clientela (termine previsto in 30 giorni lavorativi dall’adesione della banca al fondo).
L’elenco delle banche ad oggi aderenti, in continuo aggiornamento, è disponibile sul sito di Abi e su quello di Consap.

Cosa cambia nel Decreto Sostegni per il 2021:

  • la dotazione del fondo di garanzia per la prima casa viene incrementata di 55 milioni di euro per l’anno 2021. Il governo Draghi ritiene necessario rifinanziare la misura a causa del perdurare dell’emergenza Covid: la proposta è volta ad assicurare anche per il 2021 la capacità finanziaria del Fondo, adeguandola all’ampliamento della platea di beneficiari
  • con la nuova norma si passa come limite d’età dai 35 ai 36 anni, senza limitazioni sulla tipologia di contratto di lavoro di cui siano titolari: rientrerebbero quindi anche contratti occasionali e precari. La proposta estende dunque l’accesso in via prioritaria al Fondo di garanzia per la prima casa anche ai giovani di età inferiore ai 36 anni
  • la durata della norma è prevista almeno fino al 31 dicembre 2022 per far fronte all’emergenza economica innescata dal Covid, e poi dovrebbe entrare a regime
  • esenzione dell’imposta di registro e delle imposte ipotecaria e catastale
  • riduzione al 50% degli onorari notarili per gli atti relativi a cessioni soggette all’imposta sul valore aggiunto (ipotesi che si verifica nel caso in cui non trovi applicazione il regime di esenzione dall’IVA) è attribuito agli acquirenti che non hanno ancora compiuto 36 anni nell’anno in cui l’atto è stipulato un credito d’imposta di ammontare pari all’IVA corrisposta in relazione all’acquisto.
  • esenzione dell’imposta sui finanziamenti sostitutiva delle imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali e delle tasse sulle concessioni governative, pari all’0,25% dell’ammontare complessivo del finanziamento. L’agevolazione riguarda i finanziamenti relativi agli immobili abitativi già interessati dalla norma.
Maria Caserta

Di Maria Caserta

Laureata in Scienze della formazione primaria presso Università degli Studi della Basilicata, insegnante di scuola primaria, redattrice presso la testata PassalaParola.net, presidente dell'associazione MadeinMurgia.org by Comunicaetica, editore madeinmurgia.org, Event planner ed esperta in tutela dell'ambiente e agrifood. Project manager di diversi progetti regionali, locali e nazionali.