Nei giorni scorsi la Giunta della Regione Puglia ha approvato il Riconoscimento definitivo del Distretto Produttivo Agroalimentare di Qualità “Distretto Bioslow delle Puglie“.

A seguire l’intervista al vice presidente dott. Roberto Iamotti del Distretto Bioslow delle Puglie.

I Distretti del cibo, istituiti con la legge 205 del 27 dicembre 2017, costituiscono un nuovo modello di sviluppo per l’agroalimentare italiano. Il modello dei Distretti del cibo è finalizzato inoltre a ridare slancio alle esperienze dei distretti rurali già presenti sul territorio nazionale, così come a incentivare la nascita di nuove realtà attraverso la possibilità di accedere a finanziamenti dedicati, questo si legge sul sito ufficiale del MIPAAF, il Distretto Bioslow delle Puglie ha anche altri obiettivi, quali?

-Successivamente alla presentazione del “Piano di sviluppo pluriennale”, la Regione Puglia ha concesso il riconoscimento definitivo al Distretto BioSlow delle Puglie. Il Distretto, oltre che uniformarsi alle normative regionali e nazionali che regolano la materia, si ispira ai principi del manifesto costitutivo della rete BioSlow, che propone un patto a favore dell’economia sostenibile e della bellezza, per promuovere un vero e proprio risorgimento di valori, idee e progettualità, necessario per superare le tante emergenze che ci stanno di fronte. L’emergenza climatica, l’emergenza sanitaria e l’emergenza economica che gravano sulle nostre comunità sono strettamente connesse tra di loro ed evidenziano l’urgenza di un cambio di paradigma, la necessità di adottare nuovi parametri e sperimentare nuovi modelli economici e sociali. Il Distretto costituisce l’ambito entro cui coniugare “economia” ed “ecologia”, due discipline che condividono un’identica matrice, il comune interesse per la gestione della “casa” ovvero del nostro spazio vitale, valorizzando la complementarietà degli interessi tra i diversi soggetti coinvolti.

Il Distretto BioSlow delle Puglie assume il cibo e l’agricoltura, biologica e contadina, come il riferimento da cui partire per un percorso di sviluppo sostenibile, poiché il cibo è coinvolgente e, nelle sue molteplici implicazioni, lega in modo stretto le persone, l’organizzazione delle comunità, la salute e la qualità della vita con le risorse naturali, la terra, la biodiversità, la loro gestione e salvaguardia. L’agricoltura e le zone rurali svolgono oggi un ruolo che va molto al di là dell’accezione di settore produttivo convenzionale: significano ospitalità turistica, esprimono marchi di fama internazionale, implicano un’attenta gestione del territorio e dell’ambiente, la salvaguardia dell’ecosistema e di risorse preziose come l’acqua e l’aria, indicano nuove possibilità di approvvigionamento di energia, possono fornire materie prime ecosostenibili per altri settori produttivi (ad es. l tessile e l’edilizia), sono l’emblema di una corretta e sana alimentazione, rappresentano luoghi di svago, dove si conservano tradizioni e antiche culture.

Il Distretto BioSlow delle Puglie considera l’agricoltura biologica non solo come metodo colturale, ma soprattutto come progetto culturale, capace di coinvolgere l’intera comunità per creare le condizioni utili a una migliore qualità della vita, con attenzione alla conservazione delle risorse, alla compatibilità ambientale, alla salute delle persone e alla valorizzazione delle differenze locali. È necessario non fermarsi alla conversione della singola azienda agricola ed estendere il processo a tutto il territorio, complessivamente inteso, coinvolgendo nuove attività economiche e più comparti produttivi, sollecitando ogni azienda a adottare disciplinari di produzione improntati all’eco-sostenibilità.

Il Distretto BioSlow delle Puglie agisce come costruttore di reti, attivando connessioni anche tra soggetti economici diversi, a partire dall’integrazione tra agricoltura e settore agroalimentare con le attività del turismo e dell’accoglienza, facilitando le collaborazioni per rendere più sostenibile l’economia e la società, favorendo la definizione di nuove domande di ricerca, promuovendo l’applicazione delle nuove tecnologie, smart e sostenibili, ai processi di produzione, esplorando possibili sinergie tra i diversi attori, anche incoraggiando forme nuove di associazione e cooperazione.

Il Distretto BioSlow delle Puglie mette in rete non solo i territori di produzione – i territori rurali -, ma a crea un ponte, una collaborazione tra questi e le realtà che, pur fortemente urbanizzate – i territori di consumo -, rappresentano uno sbocco importante per l’acquisto e l’utilizzo delle produzioni dell’agricoltura biologica.

Il Distretto BioSlow delle Puglie condivide e fa proprie le indicazioni delle istituzioni internazionali ed europee per quanto attiene il rispetto della compatibilità ambientale, come ad esempio l’Agenda 2030 e la strategia Farm to Fork, che è al centro del Green Deal europeo, indirizzata a rendere i sistemi alimentari equi, sani e rispettosi dell’ambiente. Un piano quest’ultimo con cui l’UE vuole ridurre l’impatto ambientale e climatico della produzione primaria, garantendo al contempo un equo ritorno economico per agricoltori, pescatori e produttori di acquacoltura, perseguendo l’aumento della percentuale di terreni coltivati secondo i metodi dell’agricoltura biologica.

Uno dei settori di iniziativa per il Distretto è quello del Turismo Slow

La tutela dell’ecosistema e la conservazione dei paesaggi agrari, la valorizzazione del patrimonio enogastronomico dei nostri territori, le esperienze di comunità e la scelta della convivialità aiutano a ridisegnare le geografie del turismo e a riscoprire nuovi itinerari e le meraviglie dei piccoli borghi e delle aree interne.

Il Distretto si avvale della collaborazione e del contributo qualificato di SIMTUR (https://www.simtur.it ), l’associazione dei professionisti della mobilità dolce e del turismo sostenibile, partner del Distretto. Il progetto di SIMTUR “Piccole Patrie”, sostenuto anche dal portale www.sharry.land, dedicato al censimento e alla promozione delle “meraviglie d’Italia”, con il Distretto BioSlow delle Puglie cresce e si sviluppa anche in Puglia-.

Chi sono i soci fondatori del distretto e quale la sua organizzazione interna?

-Il Distretto BioSlow delle Puglie è costituito dalle imprese, associazioni ed Enti Locali di tutta la Regione, che condividono la scelta e l’impegno di promuovere un progetto di sviluppo sostenibile del proprio territorio, ispirato a finalità sociali ed etiche. Sono 16 i comuni e gli Enti Locali pugliesi di tutta la regione che hanno dato la propria adesione al Distretto, tra cui il comune di Taranto, con cui stiamo avviando importanti progetti di promozione sostenibile del territorio comunale. A breve sono previste nuove adesioni. Il Distretto si è costituita con la forma giuridica di associazione e si è dotata, oltre che dei consueti organi di governo propri della forma associativa, anche di un Comitato di indirizzo che rappresenta tutte le categorie economiche e sociali e i portatori di interesse-.

Il Distretto ha un raggio operativo in quale area della Regione Puglia?

-Il Distretto ha definito il proprio ambito operativo a livello regionale, facendo tesoro di un percorso ormai ventennale di lavoro per la costruzione dei Biodistretti. Inoltre, il Distretto BioSlow delle Puglie fa parte di un network interregionale di Distretti che condividono il manifesto BioSlow-.

Chi è stato il promotore del Distretto Bioslow delle Puglie e perché delle Puglie, forse perché si vogliono raccordare realtà diverse della Puglia per conformità territoriale, storia e cultura?

-Promotori del Distretto BioSlow delle Puglie sono stati l’Associazione Nazionale Italiabio, l’Associazione Pugliabio e la Coop Pugliachevai. La dimensione regionale non esclude la valorizzazione e le iniziative dei diversi territori. La Puglia è una regione plurale e il progetto vuole esaltare questa particolarità e ricchezza-.

Quali i prossimi passi per il riconoscimento e inserimento nei registri nazionali dei distretti?

-Con il riconoscimento da parte della Regione Puglia, il Distretto BioSlow delle Puglie sarà iscritto all’Albo Nazionale dei Distretti del Cibo tenuto dal Mipaaf e questo ci consentirà di partecipare ai prossimi bandi dedicati a questi importanti organismi-.

Sono previsti eventi di presentazione del progetto di Distretto?

-Stiamo definendo diverse iniziative in collaborazione con i partner del Distretto di cui daremo presto comunicazione-.

L’adesione al Distretto e circoscritta al territorio pugliese o possono prenderne parte realtà interregionali?

-È da evidenziare che, oltre alla collaborazione con il Distretto del Cibo BioSlow Pane&Olio della Sicilia, è stata attivata la collaborazione con alcuni enti di rilevanza nazionale, che sostengono il progetto e le attività. In particolare si tratta delle seguenti realtà:

  1. SIMTUR – Società Italiana Professionisti Mobilità dolce e Turismo sostenibile: la prima rete nazionale di professionisti dedicati ai sistemi di mobilità
  2. ANAB – Associazione Nazionale Architettura Bioecologica, che associa Architetti e professionisti accomunati dalla scelta di individuare soluzioni bioecologiche per la costruzione e la manutenzione degli immobili, che elabora i disciplinari per la certificazione delle attività nel settore della progettazione bioecologica e degli interventi di bioedilizia …
  3. SARDEX SpA – che ha ideato e gestisce una piattaforma integrata progettata per facilitare le relazioni tra soggetti economici operanti in un dato territorio, e per fornire loro strumenti di pagamento e di credito paralleli e complementari.
  4. AFEN – L’Associazione Farmacisti Esperti in Nutrizione, riunisce i farmacisti in possesso titoli accademici o che abbiano frequentato corsi in ambito nutrizionale-.
Maria Caserta

Di Maria Caserta

Laureata in Scienze della formazione primaria presso Università degli Studi della Basilicata, insegnante di scuola primaria, redattrice presso la testata PassalaParola.net, presidente dell'associazione MadeinMurgia.org by Comunicaetica, editore madeinmurgia.org, Event planner ed esperta in tutela dell'ambiente e agrifood. Project manager di diversi progetti regionali, locali e nazionali.