Dal primo luglio sono entrati in vigore i regolamenti relativi al periodo di programmazione della politica di coesione 2021-2027.

La politica di coesione rappresenta l’anima solidale degli stati dell’UE: la maggior parte delle risorse (oltre 330 miliardi di euro pari quasi un terzo del bilancio a lungo termine dell’Unione Europea) verrà destinata alla promozione della coesione sociale, economica e territoriale per paesi e regioni meno sviluppate.

L’insieme dei regolamenti è composto da un atto legislativo generale – il regolamento recante le disposizioni comuni – che disciplina gli otto fondi gestiti congiuntamente dagli Stati membri e dalla Commissione con gli altri regolamenti che definiscono gli obiettivi specifici e l’ambito di applicazione di ciascun fondo.

I regolamenti emanati colgono la sfida globale di:

  • incrementare la “transizione verde e digitale” dell’Europa attraverso la semplificazione della normativa e innovazione tecnologica;
  • traghettare l’Europa verso un’economia a zero emissioni nette di carbonio;
  • migliorare la rete dei trasporti e digitali strategiche
  • attuare il Pilastro europeo dei diritti sociali.

Le risorse destinate alla politica di coesione per il periodo 2021-2027 sono suddivise tra i vari fondi.

Circa 200 miliardi di euro sono destinati al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per:

  • sostenere la competitività e alla creazione di posti di lavoro nelle piccole e medie imprese;
  • aumentare il vantaggio competitivo dei territori sviluppando i punti di forza della ricerca e dell’innovazione e facendoli coincidere con le esigenze delle imprese e le competenze necessarie attraverso un processo di scoperta imprenditoriale., attraverso le strategie di specializzazione intelligente;
  • contribuire allo sviluppo di una società digitale inclusiva in cui i cittadini, le organizzazioni di ricerca, le imprese e le pubbliche amministrazioni sfruttino appieno le opportunità offerte dalla digitalizzazione;
  • contribuire a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e a affrontare la povertà energetica
  • sviluppare una rete globale di infrastrutture digitali ad alta velocità e alla promozione di una mobilità multimodale, senza inquinamento e sostenibile, incentrata in particolare sui trasporti pubblici, sulla mobilità condivisa e sugli spostamenti a piedi e in bicicletta, quale parte della transizione verso un’economia a zero emissioni nette di carbonio;
  • promuovere lo sviluppo di una rete transeuropea dei trasporti, di cui al regolamento (UE) n. 1315/2013, mediante investimenti in infrastrutture per il trasporto ferroviario, il trasporto per vie navigabili interne, il trasporto stradale, il trasporto marittimo e il trasporto multimodale, comprese misure di riduzione del rumore;
  • fornire sostegno, al livello territoriale più appropriato, per facilitare l’integrazione a lungo termine e inclusiva dei cittadini di paesi terzi, compresi i migranti, a beneficio dello sviluppo sociale ed economico, adottando un approccio volto a proteggere la loro dignità e i loro diritti;
  • promuovere l’inclusione sociale e combattere la povertà, in particolare tra le comunità emarginate, attraverso le infrastrutture, l’accesso ai servizi sociali, educativi, culturali e ricreativi, compresi gli sport, tenendo conto dei bisogni specifici delle persone con disabilità, dei bambini e degli anziani;
  • sostenere lo sviluppo territoriale e urbano

Circa 8 miliardi di euro sono destinati al programma Interreg per la realizzazione di progetti transfrontalieri che aiutano le regioni aderenti a sviluppare il loro pieno potenziale economico.

Al Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) sono destinati 88 miliardi di euro.
Il Fondo sociale europeo Plus rimarrà il principale fondo della Ue per investire nelle persone e costruire un’Europa più sociale e inclusiva. Gli Stati membri possono utilizzare i fondi per migliorare l’accesso all’occupazione e creare nuovi e migliori posti di lavoro con condizioni di lavoro eque e affrontare la crisi occupazionale causata dalla pandemia di coronavirus. Le risorse del Fse+ saranno utilizzate anche nell’istruzione e nella formazione per aiutare le persone a sviluppare le giuste competenze, anche per le transizioni verde e digitale. Il Fse+ sosterrà inoltre gli Stati membri nei loro progressi verso il conseguimento dei principali obiettivi sociali Ue per il 2030, stabiliti nel piano d’azione sul pilastro europeo dei diritti sociali.

L’approvazione del regolamento sulle disposizioni comuni stabilisce inoltre elementi fondamentali per il funzionamento del nuovo regolamento sul Fondo per una transizione giusta, che completa l’insieme dei fondi della politica di coesione disponibili per il periodo 2021-2027.

Il Fondo è un elemento chiave del Green Deal europeo e costituisce il primo pilastro del meccanismo per una transizione giusta. Il suo obiettivo è attenuare i costi socioeconomici derivanti dalla transizione verso un’economia climaticamente neutra attraverso un’ampia gamma di attività volte principalmente alla diversificazione dell’attività economica e a sostenere l’adattamento delle persone a un mercato del lavoro in evoluzione. Per l’Italia il Fondo per la Transizione Giusta interesserà le aree del Sulcis e l‘area funzionale di Taranto.

Consulta il pacchetto regolamentare 2021-2027 su Eurlex

Regolamento (UE) 2021/1060
Regolamento (UE) 2021/1059
Regolamento (UE) 2021/1058
Regolamento (UE) 2021/1057
Regolamento (UE) 2021/1056

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